
Inizia l’estate e con essa anche la stagione balneare, ritornano quindi i bagnati ed i turisti ad affollare le spiagge. La regione Campania, numeri alla mano, affida al settore turistico il 5,2 % del proprio PIL, che genera 6,6 mld di valore diretto sull’economia campana. Stando a queste premesse, la regione ha superato i livelli pre–covid. A queste condizioni lo sviluppo della regione dipende interamente dalla filiera turistica, che garantisce solidità economica, sostituendo il settore industriale, da anni in forte deficit. Fatta questa premessa, è utile comprendere, per una regione che vive di turismo, la qualità delle proprie acque: mete principali con l’arrivo dell’estate. Secondo quanto riportato nella recente relazione dalla Regione Campania, i dati di monitoraggio effettuati dall’ARPA Campania offrono un quadro decisamente incoraggiante: la maggior parte delle acque di balneazione presenti lungo il litorale Domizio risulta essere classificata come eccellente o buona, con indicatori microbiologici in linea con i parametri previsti dalla normativa europea.
Gli interventi di bonifica dei Regi Lagni, le attività di controllo e mappatura degli scarichi, nonché la riqualificazione degli arenili, hanno contribuito a rendere l’intera zona più sicura dal punto di vista della balneabilità. Il litorale Domizio, dunque, rappresenta un banco di prova per l’intera regione. In questo scenario, il risanamento e la valorizzazione delle acque rappresentano una sfida strategica, soprattutto nel tentativo di rilanciare territori che per anni sono stati associati alla cronaca ambientale. La costa Domizia, si sta lentamente scrollando di dosso l’etichetta di zona degradata, i dati contenuti nella relazione regionale indicano un processo di risanamento in atto.
Come avviene in tutti i comuni costieri dove sfociano fiumi o canali, anche a Castel Volturno restano interdette alla balneazione alcune porzioni di litorale adiacenti alle foci. Nello specifico, i divieti riguardano: i tratti a ridosso della foce dei Regi Lagni, della foce del fiume Volturno e dell’area della Darsena – Porto Coppola, quest’ultima inattiva da tempo.
Si tratta di divieti permanenti, previsti dalla normativa nazionale e comunicati ogni anno dal Comune, senza alcuna novità né criticità particolare. Il provvedimento riguarda esclusivamente le zone immediatamente a destra e sinistra delle foci, così come accade in tutte le località italiane.

La stagione estiva riparte anche dagli stabilimenti balneari, punto centrale dell’economia locale e misuratore dell’attrattività del litorale. Proprio in queste strutture si concentra la maggior affluenza di visitatori e pendolari, ed è proprio con loro che inizia il nostro servizio giornalistico della stagione estiva nella città di Castel Volturno.
«La qualità delle acque è migliorata, lo certifica anche l’Arpac, ma a fare davvero la differenza è la percezione che le persone hanno del posto. Quest’anno stiamo vedendo un turismo più presente, ma soprattutto più consapevole: famiglie, professionisti, insegnanti, persone che scelgono di venire qui non solo perché costa meno, ma perché trovano spazio, tranquillità e un ambiente più curato. Non è più il turismo di serie B che ci siamo portati dietro per anni». A parlare è Vincenzo Santo, titolare dello stabilimento balneare “Lido La Plancia” sito a Castel Volturno, che racconta di una stagione estiva iniziata con segnali positivi.
I numeri parlano chiaro: l’affluenza, secondo le sue stime, è cresciuta fino al 30% rispetto allo scorso anno. Prezzi popolari come 17 euro per due persone, con parcheggio incluso, aiutano certamente.
«Anche località blasonate come Bacoli e Pozzuoli iniziano a essere percepite come complicate: caos, parcheggi introvabili, limiti alla balneazione», osserva Santo. «Qui, invece, si respira un’altra atmosfera. Forse perché, nel nostro piccolo, abbiamo iniziato a prenderci cura del territorio. Il mare lo abbiamo recuperato, ora dobbiamo pensare a cosa c’è dietro», prosegue Santo.
«La Domiziana è ancora un asse morto, privo di servizi: mancano trasporti, mancano collegamenti. Il turismo non può vivere solo di sabbia e sole». E poi c’è il nodo sicurezza, ancora troppo fragile per un territorio che ambisce a rinascere. «Non servono operazioni spot, serve una presenza costante. Una pattuglia che passa ogni tanto non basta, chi viene qui in vacanza deve sentirsi al sicuro, anche la sera. Ma oggi, dopo le sei, Castel Volturno si svuota, non perché non ci sia gente, ma perché manca un’idea di città vissuta», commenta. «E questo, mi dispiace dirlo, non lo possiamo fare noi balneari, non reggiamo tutto». Santo lancia una proposta concreta: «Serve una visione politica, un tavolo di lavoro serio: Comune, Regione, imprenditori, associazioni, dobbiamo sederci e capire cosa vogliamo fare di questo territorio. Perché se aspettiamo il Masterplan del Litorale Domizio, restiamo appesi a una scatola vuota».
Una delle realtà più attrattive del litorale Domizio è sicuramente la località di Pinetamare, centro storico di villeggiatura per migliaia di cittadini provenienti dall’entroterra di Napoli e Caserta. Pietra miliare del turismo in Campania, è stata in tempi passati un vero e proprio gioiello per l’intera regione. Dopo alcuni anni a rilento, la località sta avanzando verso una lenta ma costante ripresa, merito soprattutto di imprenditori e associazioni che hanno deciso di investirvi denaro ed energie. Anche quest’anno c’è da registrare un solido dato di incremento delle presenze, sempre più persone decidono di trascorrere qui le proprie giornate di relax. Da Pinetamare passando ad Ischitella, Castel Volturno sta vivendo una fase di grande splendore, basti pensare alle migliaia di persone che scelgono queste località. Non solo per il mare ma anche per le centinaia di eventi e serate dal format nazionale e non solo, che sono in grado di registrare numeri altissimi di partecipanti. L’auspicio è positivo, così come raccontano i titolari dello stabilimento balneare “I Delfini”. «I dati sulla qualità del mare incoraggiano molto, ci sono tutte le premesse per una grande estate. L’affluenza è in aumento, nonostante alcuni punti critici, crediamo in una stagione positiva e ci auguriamo un dialogo maggiore tra tutte le parti sociali impegnate sul territorio».
Ma come già detto, non vanno trascurati i punti critici, che anche quest’anno non mancano. Basti pensare che dal 1 giugno sono ufficialmente entrate in vigore le nuove regolamentazioni in merito agli stalli per la sosta ed al pagamento delle tariffe con le cosiddette “strisce blu”. Decisone giusta, ma non mancano le complicanze derivanti dall’assenza di parchimetri fisici, e forse andava anticipato e organizzato meglio il tutto. Ad oggi la sosta può essere onorata solo attraverso il pagamento online, scannerizzando l’apposito QR code. Inoltre, rispetto al passato, non viene concessa agli esercenti la possibilità di vedere materialmente la ricevuta di pagamento, “il grattino”, scoraggiando chi non ha molta dimestichezza con i cellulari. Altro punto è l’aumento dei costi, passati da 2, 50 euro per tutta la giornata agli attuali 6. Un prezzo comunque contenuto se si guardano altre località, ma se il tutto servisse a migliorare i servizi e le infrastrutture.
L’impatto della stagione estiva sul territorio si misura anche dal settore immobiliare, che ci offre non solo una disamina attuale del mercato ma anche di possibili scenari futuri per la città. «Fino a pochi anni fa non si vendeva più niente. Le case restavano vuote, spesso abbandonate. Ora succede il contrario: abbiamo più richieste che immobili disponibili» afferma Sergio Luise, storico imprenditore del settore immobiliare e presidente del “Consorzio Rinascita Pinetamare”.
È il segnale di un’inversione di tendenza concreta, che secondo Luise va ben oltre la semplice dinamica domanda-offerta. «Sta cambiando la narrazione, Castel Volturno non è più solo associata al degrado, alla camorra o all’abbandono. Chi viene qui oggi trova servizi in miglioramento, interventi sul territorio, un tessuto sociale che vuole ricominciare. E soprattutto trova prezzi che a Napoli o nei comuni più prossimi sono ormai impensabili, ma pur sempre in forte aumento rispetto a qualche anno fa».
Per Luise, Castel Volturno può e deve diventare una città residenziale alternativa a Napoli e all’area metropolitana. «Siamo a mezz’ora da Napoli, a pochi chilometri dall’aeroporto di Capodichino e dall’Asse Mediano. E poi c’è il mare, chilometri di costa che aspettano solo di essere valorizzati. L’idea è semplice: offrire a chi lavora a Napoli, ma non riesce più a sostenere i costi di un affitto o di un acquisto lì, un’alternativa concreta, vivibile e dignitosa. Castel Volturno può vivere oltre il mare, ma serve continuità al processo di cambiamento avviato già da qualche anno».
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