
Europa League, lo scontro tra Napoli e Legia Varsavia finisce 3-0 per gli azzurri che salgono al secondo posto nel girone. Una partita giocata sempre nella metà campo avversaria, con i polacchi schierati fin dal primo minuti a totale protezione della porta. Una partita troppo importante, da vincere a tutti i costi per mantenere vivo il sogno di andare avanti in Europa. Con la vittoria contro il Leicester e lo Spartak Mosca, il Legia era considerato la variabile impazzita di questo girone di Europa League. Una squadra che scende in campo con un 5-3-1-1 e ha conquistato il primo posto nel girone con delle singole azioni in finale di match buone per portare a casa il risultato.
In campo il Napoli è sceso per niente intimorito o preoccupato dalla valenza che una vittoria di stasera avrebbe significato. La formazione azzurra al fischio d’inizio parla di turnover ragionato, con una linea d’attacco (Mertens – Insigne – Lozano) che mette in grandi difficoltà i difensori avversari fin dai primi minuti. Ci hanno provato in ogni modo a sbloccare il risultato, solo nel primo tempo il Napoli ha collezionato 11 calci d’angolo e svariate occasioni da rete. La porta avversaria è sembrata stregata nel primo tempo.
Mertens, rientrato in campo dal primo minuto dopo oltre tre mesi di stop, ha provato a segnare in ogni modo senza riuscirci, ma la notizia positiva è che Dries è tornato. Lozano ha lasciato spazio a Victor Osimhen, con il cambio, la fisionomia della squadra è cambiata relativamente: certamente Osimhen è un giocatore che porta scompiglio alle linee avversarie e gioca a tutto campo senza risparmiarsi. Politano, subentrato a Manolas, si è reso protagonista nel finale di partita servendo ad Insigne un assist che ha portato al gol in controbalzo del Capitano: una prodezza di squisita fattura. Si sblocca la partita, ma soprattutto si è sbloccato il Capitano dopo giorni difficili post campionato. In pieno recupero segna Osimhen, dopo averci provato con un pallonetto ma in fuorigioco e il sigillo finale lo mette proprio Politano con il suo terzo gol azzurro.
Spalletti parla di gruppo unito, di combattenti che non si arrendono fino alla fine. A noi piacciono così!
di Alessandra Criscuolo
500mila euro per trasformare un gioiello in un cantiere fantasma. Oggi l’impianto sportivo è fermo, costretto a sbrogliars...
Era l’equinozio di autunno, precisamente il 21 settembre dell’anno 19 a. C., quando il Vate lasciò le sue spoglie mortal...
Il cortile del Maschio Angioino è pronto a trasformarsi in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto di musica e teatro....
Qualche mese fa Villa Literno è finita al centro delle cronache nazionali quando i risultati di un monitoraggio sulle acqu...