
Israele potrà partecipare al prossimo Eurovision in programma nel maggio del prossimo anno a Vienna. È questo quello che è emerso dall’assemblea generale dell’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU), l’ente europeo che ogni anno organizza l’Eurovision Song Contest. Alcuni paesi avevano chiesto l’esclusione di Israele per il suo ruolo nel genocidio in atto a Gaza e per presunte interferenze nelle votazioni del concorso, e per questo motivo l’EBU aveva convocato l’assemblea.
In seguito all’annuncio di questa decisioni, alcune reti facenti parte dell’EBU e contrarie alla scelta, hanno comunicato il loro boicottaggio nei confronti della prossima edizione. In particolare, sono quattro le reti ad aver comunicato questa scelta: la spagnola RTVE, la nederlandese Avrotos, l’irlandese RTE e la slovena RTV. Tutto questo sta a significare che i concorrenti di Spagna, Paesi Bassi, Irlanda e Slovenia non parteciperanno e che il programma non verrà trasmesso in questi paesi. Nel frattempo, altre emittenti hanno detto che comunicheranno la loro decisione durante il corso della prossima settimana.
La decisione riguardante la partecipazione dello stato israeliano era molto attesa, dato che era molto in dubbio per via delle minacce di boicottaggio da parte di diversi paesi europei. Esse erano una reazione al ruolo giocato da Israele nel genocidio in Palestina e ai continui abusi contro il popolo palestinese. Ed è proprio a causa di queste proteste che l’EBU aveva inizialmente convocato un voto sulla partecipazione di Israele. Il voto si sarebbe dovuto tenere a novembre. Tuttavia, il voto fu annullato in seguito all’accordo di cessate il fuoco del 10 ottobre.
In quest’ultima assemblea tenuta giovedì, le emittenti non hanno votato direttamente sulla partecipazione di Israele, ma sul nuovo regolamento presentato nelle scorse settimane dall’EBU. Nel nuovo regolamento, l’EBU ha modificato alcune modalità con cui il governo israeliano aveva promosso la propria artista, arrivata seconda lo scorso anno.
Le emittenti, attraverso un voto segreto, dovevano scegliere se approvare o meno queste modifiche e se ritenevano che esse fossero sufficienti a tenere Israele nella competizione, senza una seconda votazione in cui l’oggetto fosse esclusivamente la sua partecipazione. La maggioranza delle emittenti hanno votato a favore, evitando che si tenesse una seconda votazione e permettendo a Israele di rimanere in gara.
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