
In questo momento di Pandemia mondiale dovuta al Covid-19, ancora una volta a pagare il prezzo più alto sono gli ultimi ed i penultimi. Nel mantenere le distanze fisiche bisogna tenere presente, dunque, che occorre rafforzare la presenza sociale nelle nostre comunità, valorizzare strategie d’intervento che promuovano welfare di prossimità, approcci multidimensionali preventivi e non solo riparativi.
Appare, dunque, prioritario quest’anno sostenere l’edizione 2020 dell’iniziativa natalizia promossa dal consorzio N.C.O. Nuova Cooperazione Organizzata – in collaborazione con il comitato don Peppe Diana – “Facciamo un Pacco alla camorra”. Un’iniziativa che nasce dalla mission di NCO, la quale prevede il riutilizzo sociale e produttivo dei beni confiscati alla camorra che, finalmente liberati, ritornano alla collettività. Un progetto, quello del “Pacco alla camorra” portato avanti da oltre dieci anni, con l’unico scopo di convincere le istituzioni, i cittadini, gli imprenditori e soprattutto se stessi che un’altra economia è possibile, che il cambiamento “si può fare”.
Le attività confiscate, che ora hanno nuova vita, sono nate dalle esperienze di cooperative sociali, le quali stanno proponendo un nuovo modello di economia, di relazioni e di welfare sul territorio campano, un nuovo paradigma di relazioni, non incentrato sull’individualismo esasperato tipico del “fare” camorristico ma improntato sul “fare insieme” e costruire reti che “capacitano” le persone a investire su se stesse e a promuovere il “bene relazionale”, ricchezza questa che va sempre più incentivata per costruire comunità alternative alle mafie.
L’edizione di quest’anno servirà a raccogliere fondi per sostenere progetti e attività dei Partner storici del “Pacco”: acquistarlo significa investire nella tenuta sociale ed economica della parte più fragile di un Paese, grazie a chi non abbassa lo sguardo attento e responsabile verso chi è in difficoltà.



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