


Potrebbe succedere, soprattutto in condizioni di burn-out, di sperimentare il calo attentivo. In questo caso, bisogna dare la possibilità di “distrazione” e recupero al cervello per poter ripristinare le sue funzioni regolari.
La concentrazione prevede anche una restrizione visuale, uditiva etc. Quando focalizziamo la nostra attenzione su un compito o un oggetto tendiamo a minimizzare o annullare tutto il resto che ci circonda.
Una recente ricerca dell’Università di Princeton ha mostrato che la sensazione di riuscire a fare più cose contemporaneamente (multitasking) è un’illusione: quel che avviene in realtà è che il cervello passa a grande velocità da una cosa all’altra. Anche quando siamo concentrati su una singola operazione, la nostra attenzione si dirige altrove più volte al secondo (micro-interruzione nella concentrazione). E’ precisamente questo che rende pericoloso usare il cellulare mentre si guida.
Sul piano fisico l’attenzione è gestita dall’attività neuronale nell’area del cervello collegata con l’oggetto dell’attenzione stessa (visiva, uditiva etc.).
Più ci si concentra su qualcosa, più l’attività celebrale corrispondente diventa intensa e continua, mentre le onde a frequenza inferiore indicano un’attenzione più diffusa.
Da uno studio dell’Università di Illinois è emerso che l’attività celebrale dopo l’esercizio fisico ha mostrato schemi precedentemente associati con l’attenzione focalizzata.
Imparare qualcosa di nuovo è un vero e proprio processo fisico che ristruttura l’architettura del cervello. Dopo varie ripetizioni, i neuroni coinvolti protendono dei filamenti che li collegano gli uni agli altri e creano il percorso permanente. Così nasce il ricordo fissato nella memoria. Gli avvenimenti insoliti, impressionanti, importanti o dolorosi vengono registrati con maggiore facilità di quelli più banali perché l’attività neuronale che scatenano è più intensa.
Le reti di neuroni collegati tra loro si disfano e si riformano più facilmente nei cervelli giovani che in quelli vecchi.
Alcune cose sono più facili da imparare di altre: camminare e parlare, per esempio, vengono abbastanza naturali.
Determinati generi di apprendimento sono facilitati dai cosiddetti “neuroni-specchio”: cellule celebrali che si attivano quando si vede qualcun altro fare qualcosa. I neuroni-specchio provocano risposte imitative automatiche, che risultano particolarmente utili nell’apprendimento delle capacità motorie come ballare o giocare a tennis.
Il nostro cervello è molto selettivo su quel che decide di memorizzare: la maggior parte delle esperienze ci attraversano e cadono nell’oblio, perché sarebbe inutile ingombrare la memoria di materiale che molto probabilmente si rivelerebbe inutile.
Quando memorizziamo qualcosa il meccanismo può essere di tre tipi, ciascuno dei quali impiega diverso processo celebrale. La memoria di lavoro usa neuroni “ad accensione rapida” per trattenere temporaneamente nuove informazioni per uso immediato; la memoria a breve termine è un sistema separato che si basa su cambiamenti temporanei negli schemi neuronali.Infine, la memoria a lungo termine implica cambiamenti permanenti nel tessuto del cervello, che difficilmente si cancellano.
L’attività neuronale innescata dal ricordo non è mai identica. Anche mentre pensiamo al passato, il cervello tiene costantemente conto del presente. I nostri neuroni non sono stimolati solo dal ricordo ma anche dai suoni, dalle immagini e dagli odori che ci circondano, e gli schemi neuronali conseguenti si fondono insieme. In altre parole ogni volta che richiamiamo un ricordo mescoliamo ad esso qualcosa del presente.

La prima ricorre a conoscenze pregresse per rispondere a domande dirette, la seconda entra in gioco quando dobbiamo risolvere problemi di natura creativa. Quest’ultimo genere di intelligenza è più difficile da afferrare. Inoltre, il nostro cervello adotta strategie diverse per approcciare a problemi di natura diversa.
La tendenza della nostra mente è affrontare in maniera metodica i problemi semplici, ossia quelli con pochi fattori. I problemi complessi richiedono un approccio diverso, perché sono costituiti da troppi elementi perché la mente conscia possa gestirli tutti. Il problem-solving complesso coinvolge sia l’emisfero destro, la cui funzione è osservare il problema dal punto di vista intuitivo, che l’emisfero sinistro in cui avviene la computazione sequenziale.
L’attenzione molto concentrata può peggiorare la nostra capacità di affrontare i problemi. Dagli esperimenti condotti risulta che la concentrazione intensa blocca il cervello in uno specifico schema di attività e produce una sorta di “visione a tunnel” cognitiva.
Un’attenzione meno focalizzata, invece, permette agli schemi neurali di modificarsi e incorporare nuove informazioni.

Nel DMN l’immaginazione diventa protagonista. Libero da doversi concentrare su una funzione particolare, il cervello può intrattenersi con un gran numero di idee differenti, immaginando e confrontando i loro esiti. Immaginazione e creatività comunque non sono sinonimi.
Per essere creativi servono idee utili nella pratica o infuse di talento. Insomma, per utilizzare fattivamente quanto prodotto dal DMN il cervello deve passare almeno in parte all’ECN.
La ricerca ha appurato che le persone creative sono in grado di usarli entrambi in contemporanea.

Il primo esercizio celebrale dovrebbe essere sempre emozionarsi. La seconda cosa da fare è allenare quanti più “muscoli cognitivi” possibile. L’esercizio più famoso e consigliato sono le parole crociate, perché coinvolgono più funzioni del cervello: memoria, problem-solving e senso dello spazio. Allenare il cervello stimola l’attività delle sinapsi che collegano i neuroni e ha un elevato costo energetico.

500mila euro per trasformare un gioiello in un cantiere fantasma. Oggi l’impianto sportivo è fermo, costretto a sbrogliars...
Era l’equinozio di autunno, precisamente il 21 settembre dell’anno 19 a. C., quando il Vate lasciò le sue spoglie mortal...
Il cortile del Maschio Angioino è pronto a trasformarsi in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto di musica e teatro....
Qualche mese fa Villa Literno è finita al centro delle cronache nazionali quando i risultati di un monitoraggio sulle acqu...