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Facoltà celebrali: le strategie per potenziarle

Redazione Informare
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14 luglio 202010 min di lettura

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Facoltà celebrali: le strategie per potenziarle

Indice (12)

  • 1Facoltà celebrali e Attenzione
  • 2Attenzione e multitasking
  • 3Mettere a punto l’attenzione
  • 4Facoltà celebrali e Apprendimento
  • 5Mettere a punto l’apprendimento
  • 6Facoltà celebrali e Memoria
  • 7Mettere a punto la memoria
  • 8Capacità di Problem-Solving
  • 9Mettere a punto il problem-solving
  • 10Facoltà celebrali e Creatività
  • 11Mettere a punto la creatività
  • 12Conclusioni

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Le facoltà celebrali da secoli sono al centro del dibattito sulla loro fondamentale importanza nella vita dell’uomo. I recenti studi hanno confermato che molti processi anche di natura bio-chimica sono governati dalla mente. Si evidenzia uno stretto contatto che esiste tra il cervello ed intestino (brain-gut paith): un malessere di natura mentale/forte stress possono causare l’abbassamento delle difese immunitarie e predisporre l’individuo allo sviluppo di determinate malattie. La mente gioca un ruolo fondamentale anche nei processi che svolgiamo nella nostra quotidianità, professione, attività sportiva et al. Sicuramente il numero di compiti da fare e i ritmi accelerati del mondo d’oggi comportano l’evolversi del nostro cervello. Ma c’è qualcosa che possiamo fare anche noi per migliorare le capacita cognitive, attentive, memoria, problem-solving etc.? Senz’altro, sì. In questo articolo sono proposte alcune strategie per prendere consapevolezza delle facoltà celebrali ed effettuare un lavoro al fine di potenziarle.

Facoltà celebrali e Attenzione

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Attenzione o capacità di concentrazione è una caratteristica del cervello, particolarmente importante quando svogliamo compiti / professioni molto delicati che possono coinvolgere la vita e sicurezza delle persone. Quando guidiamo la macchina, un chirurgo fa l’intervento o osserviamo un atleta durante una performance sportiva ad alto livello (come ad esempio, il tennis) ci troviamo di fronte ad elevati livelli di concentrazione di durata che può superare anche alcune ore. E’ scientificamente dimostrato che l’attenzione consuma una notevole quantità di energie che abbiamo a disposizione e ha una durata limitata.  Per poter minimizzare i consumi ed ottimizzare il carico attentivo dobbiamo sicuramente allenare questa capacità e sviluppare degli automatismi.

Potrebbe succedere, soprattutto in condizioni di burn-out, di sperimentare il calo attentivo. In questo caso, bisogna dare la possibilità di “distrazione” e recupero al cervello per poter ripristinare le sue funzioni regolari.

La concentrazione prevede anche una restrizione visuale, uditiva etc. Quando focalizziamo la nostra attenzione su un compito o un oggetto tendiamo a minimizzare o annullare tutto il resto che ci circonda.

Attenzione e multitasking

Una recente ricerca dell’Università di Princeton ha mostrato che la sensazione di riuscire a fare più cose contemporaneamente (multitasking) è un’illusione: quel che avviene in realtà è che il cervello passa a grande velocità da una cosa all’altra. Anche quando siamo concentrati su una singola operazione, la nostra attenzione si dirige altrove più volte al secondo (micro-interruzione nella concentrazione). E’ precisamente questo che rende pericoloso usare il cellulare mentre si guida.

Sul piano fisico l’attenzione è gestita dall’attività neuronale nell’area del cervello collegata con l’oggetto dell’attenzione stessa (visiva, uditiva etc.).

Più ci si concentra su qualcosa, più l’attività celebrale corrispondente diventa intensa e continua, mentre le onde a frequenza inferiore indicano un’attenzione più diffusa.

Mettere a punto l’attenzione

  1. Scrivete uno schema della vostra vita dividendolo in sezioni come lavoro, famiglia, salute, ecc.;
  2. Leggete, ascoltate o guardate qualcosa di nuovo ogni giorno della vostra esistenza;
  3. Se dovete concentrarvi a lungo su un’operazione, prendetevi delle brevi pause;
  4. Fate esercizio fisico prima di qualunque attività che richieda particolare concentrazione.

Da uno studio dell’Università di Illinois è emerso che l’attività celebrale dopo l’esercizio fisico ha mostrato schemi precedentemente associati con l’attenzione focalizzata.

Facoltà celebrali e Apprendimento

Imparare qualcosa di nuovo è un vero e proprio processo fisico che ristruttura l’architettura del cervello. Dopo varie ripetizioni, i neuroni coinvolti protendono dei filamenti che li collegano gli uni agli altri e creano il percorso permanente. Così nasce il ricordo fissato nella memoria. Gli avvenimenti insoliti, impressionanti, importanti o dolorosi vengono registrati con maggiore facilità di quelli più banali perché l’attività neuronale che scatenano è più intensa.

Le reti di neuroni collegati tra loro si disfano e si riformano più facilmente nei cervelli giovani che in quelli vecchi.

Alcune cose sono più facili da imparare di altre: camminare e parlare, per esempio, vengono abbastanza naturali.

Determinati generi di apprendimento sono facilitati dai cosiddetti “neuroni-specchio”: cellule celebrali che si attivano quando si vede qualcun altro fare qualcosa. I neuroni-specchio provocano risposte imitative automatiche, che risultano particolarmente utili nell’apprendimento delle capacità motorie come ballare o giocare a tennis.

Mettere a punto l’apprendimento

  1. Trasformate in appunti le informazioni di una lezione;
  2. Preparate delle domande da esame basate sui vostri appunti;
  3. Rispondete a ciascuna a voce alta, senza consultare gli appunti;
  4. Riflettete sulle vostre risposte e sugli appunti;
  5. Rileggete i vecchi appunti con regolarità;
  6. Ripassate per un esame in una stanza con profumo insolito, poi mettetevi un po’ di quel profumo sui polsi prima dell’esame e annusatelo se avete un vuoto di memoria;
  7. Suddividete le informazioni in “pezzi”. Ad esempio una sequenza numerica 8,3,2,4,9,0,1,9,8 si può trasformare in 832-490-198 e diventa più facile trattenerla nella “memoria di lavoro”.

Facoltà celebrali e Memoria

 Il nostro cervello è molto selettivo su quel che decide di memorizzare: la maggior parte delle esperienze ci attraversano e cadono nell’oblio, perché sarebbe inutile ingombrare la memoria di materiale che molto probabilmente si rivelerebbe inutile.

Quando memorizziamo qualcosa il meccanismo può essere di tre tipi, ciascuno dei quali impiega diverso processo celebrale. La memoria di lavoro usa neuroni “ad accensione rapida” per trattenere temporaneamente nuove informazioni per uso immediato; la memoria a breve termine è un sistema separato che si basa su cambiamenti temporanei negli schemi neuronali.Infine, la memoria a lungo termine implica cambiamenti permanenti nel tessuto del cervello, che difficilmente si cancellano.

L’attività neuronale innescata dal ricordo non è mai identica. Anche mentre pensiamo al passato, il cervello tiene costantemente conto del presente. I nostri neuroni non sono stimolati solo dal ricordo ma anche dai suoni, dalle immagini e dagli odori che ci circondano, e gli schemi neuronali conseguenti si fondono insieme. In altre parole ogni volta che richiamiamo un ricordo mescoliamo ad esso qualcosa del presente.

Mettere a punto la memoria

  1. Assumete vitamina B (da grano,noci,semi e fagioli): può aiutare molte funzioni del cervello;
  2. Usare tecniche mnemoniche come le rime e gli acronomi aiuta a ricordare le informazioni;
  3. Create un’immagine mentale;
  4. Scrivete una lista di cose;
  5. Createvi delle abitudini fisse.

Capacità di Problem-Solving

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La risoluzione dei problemi può coinvolgere due tipi di intelligenza: cristallina e fluida.

La prima ricorre a conoscenze pregresse per rispondere a domande dirette, la seconda entra in gioco quando dobbiamo risolvere problemi di natura creativa. Quest’ultimo genere di intelligenza è più difficile da afferrare. Inoltre, il nostro cervello adotta strategie diverse per approcciare a problemi di natura diversa.

La tendenza della nostra mente è affrontare in maniera metodica i problemi semplici, ossia quelli con pochi fattori. I problemi complessi richiedono un approccio diverso, perché sono costituiti da troppi elementi perché la mente conscia possa gestirli tutti. Il problem-solving complesso coinvolge sia l’emisfero destro, la cui funzione è osservare il problema dal punto di vista intuitivo, che l’emisfero sinistro in cui avviene la computazione sequenziale.

L’attenzione molto concentrata può peggiorare la nostra capacità di affrontare i problemi. Dagli esperimenti condotti risulta che la concentrazione intensa blocca il cervello in uno specifico schema di attività e produce una sorta di “visione a tunnel” cognitiva.

Un’attenzione meno focalizzata, invece, permette agli schemi neurali di modificarsi e incorporare nuove informazioni.

Mettere a punto il problem-solving

  1. Sfidate voi stessi con problemi di complessità crescente;
  2. Se vi ritrovate bloccati su qualcosa, pensate ad altro e ritornateci dopo un po’;
  3. Combinate i vostri ragionamenti con qualche attività fisica poco faticosa come camminare o fare jogging;
  4. Tenete sessioni interiori di brainstorming (ampie prospettive, idee libere)

Facoltà celebrali e Creatività

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Le scoperte scientifiche hanno battezzato DMN (Default Mode Network) uno schema neuronale in cui risiede la chiave della creatività umana. Il DMN è l’opposto di un’altra rete celebrale chiamata ECN (Executive Control Network) che si attiva quando ci concentriamo per fare qualcosa. In questa seconda rete i neuroni si accendono rapidamente, ma in un numero di aree relativamente ridotto. La rete DMN, invece, è caratterizzata da bassa attività in aree numerose e ben diffuse.

Nel DMN l’immaginazione diventa protagonista. Libero da doversi concentrare su una funzione particolare, il cervello può intrattenersi con un gran numero di idee differenti, immaginando e confrontando i loro esiti. Immaginazione e creatività comunque non sono sinonimi.

Per essere creativi servono idee utili nella pratica o infuse di talento. Insomma, per utilizzare fattivamente quanto prodotto dal DMN il cervello deve passare almeno in parte all’ECN.

La ricerca ha appurato che le persone creative sono in grado di usarli entrambi in contemporanea.

Mettere a punto la creatività

  1. Quando siete in un mezzo pubblico , guardate fuori dal finestrino invece che usare il cellulare;
  2. Abbassate le luci: secondo uno studio eseguito nel 2013 dalle Università di Stoccarda a Hohenheim, in Germania, l’oscurità genera un senso di libertà e innesca processi esplorativi più intensi del normale;
  3. Interrompete un sogno a occhi aperti;
  4. Trasformate in qualcosa di strano la vostra esperienza visiva del momento

Conclusioni

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In un certo senso il cervello è paragonabile a un denso conglomerato di “muscoli”, ognuno deputato a compiere un compito specifico. Dunque, le facoltà celebrali si possono allenare.

Il primo esercizio celebrale dovrebbe essere sempre emozionarsi. La seconda cosa da fare è allenare quanti più “muscoli cognitivi” possibile. L’esercizio più famoso e consigliato sono le parole crociate, perché coinvolgono più funzioni del cervello: memoria, problem-solving e senso dello spazio. Allenare il cervello stimola l’attività delle sinapsi che collegano i neuroni e ha un elevato costo energetico.

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Questo organo assorbe circa un quinto dell’intero apporto nutritivo dell’organismo. E’ importante nutrirlo e consumare gli alimenti come antiossidanti (mirtilli, cioccolato fondente, carciofi), Vitamine A, B, C, D, E che ripuliscono le arterie, consolidano le pareti dei vasi sanguigni e mantengono in salute le cellule nervose, Omega-3 e altri acidi grassi rinforzano e ripuliscono le arterie e contribuiscono alla costruzione delle membrane cellulari.

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