
“Fantozzi. Una tragedia” è in scena al Teatro Bellini di Napoli dal 7 al 12 gennaio. Ben sei le date riservate allo spettacolo di Davide Livermore. Lo spettacolo ha come interpreti Gianni Fantoni, Paolo Cresta, Cristiano Dessì, Lorenzo Fontana, Rossana Gay, Marcello Gravina, Simonetta Guarino, Ludovica Iannetti, Valentina Virando.
Ugo Fantozzi è il celeberrimo buffone d’Italia che dagli anni 70’ permette di ridere e riflettere. Divenuto famoso per i suoi libri e per l’omonimo film, arriva ora in teatro rendendosi così eterno. Lo spettacolo con un ottimo gioco di luci e musiche riproduce alcuni dei più famosi e divertenti sketch inclusi nei due libri dedicati a Fantozzi.
Ugo Fantozzi è un impiegato di una grande azienda, della quale non si conosce il nome, e vive una vita dominata dalla sottomissione, dalla frustrazione e dalla sfortuna. Nonostante sia un uomo ordinario e impacciato, Fantozzi è anche un personaggio che tenta costantemente di trovare un senso alla sua esistenza, ma che finisce per scontrarsi con l’assurdità della burocrazia, delle gerarchie aziendali e delle aspettative sociali. La sua personalità è quella di un uomo che cerca di accontentare gli altri, ma che, nonostante gli sforzi, finisce sempre per essere umiliato e sopraffatto. È un padre di famiglia, sposato con Pina, da cui ha avuto anche una figlia, ma la sua vita privata è altrettanto disastrosa quanto quella professionale.
Non è un caso che al comico Fantozzi sia accompagnata la parola tragedia; non si tratta di un ossimoro, ma anzi di una realtà ben descritta. È infatti tramite le risate che lo spettacolo spinge lo spettatore ad interrogarsi sulla condizione della sua quotidianità. Gli ultimi due sketch dell’ultimo atto riflettono proprio il principio della coscienza di classe.
Nel primo, Fantozzi vorrebbe dedicarsi a guardare una partita di calcio. Dato il carico di lavoro e familiare nel tempo libero gli uomini, infatti, preferiscono dedicarsi a intrattenimenti leggeri per potersi dissociare dalla loro posizione di lavoratori alienati e cittadini manipolati. Proprio per questo il protagonista, quando poi viene costretto a frequentare un cineforum con film impegnati, pensa e dice la sua iconica frase «è una cagata pazzesca».
Nell’altro sketch vengono portate in scena le tombe di tutti personaggi, e qui il messaggio è per gli spettatori. Negli anni 70’ il personaggio di Fantozzi, per quanto sempre riflessivo e brillante, a causa delle sue sfighe, procurava una sincera ilarità. Oggi, nonostante le sue sfighe quotidiane, il riso è più amaro in quanto, vista l’aspettativa media di vita, il protagonista non può più essere considerato uno sfigato. Fantozzi ha una casa, un contratto a tempo indeterminato, pensione, vacanze, famiglia e speranza: tutto ciò che la generazione di oggi non ha. Proprio perché anche oggi gli uomini nel nostro tempo libero ricercano leggerezza, questa commedia risulta essere un buon intrattenimento in quanto leggera e divertente, ma allo stesso tempo impegnata e riflessiva.
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