
Nel panorama della sanità digitale, dove innovazione ed accessibilità rappresentano sfide sempre più urgenti, dall’idea dell’ingegner Alessandro Russo nasce FarmaScan, un progetto che punta a semplificare il rapporto tra cittadini ed informazioni farmaceutiche. Dall’attenzione per le persone ipovedenti fino alla scelta di non raccogliere dati personali, ogni elemento sembra rispondere ad una precisa idea di servizio pubblico digitale: essenziale, trasparente ed orientato al cittadino. Ma vediamo ora, insieme all’ideatore stesso di FarmaScan, cosa rende questa piattaforma così innovativa.
«L’idea è nata da un’osservazione quotidiana: la frustrazione di fronte ai foglietti illustrativi. Spesso li chiamiamo ‘bugiardini’ quasi con ironia, ma il problema è reale: caratteri microscopici, terminologia complessa e una piegatura impossibile che scoraggia la lettura. Mi sono chiesto: perché nel 2026 dobbiamo ancora faticare per conoscere gli effetti di un farmaco che stiamo assumendo? Volevo creare un ponte digitale immediato tra la scatola che abbiamo in mano e le informazioni ufficiali di cui abbiamo bisogno».
«La parola chiave è immediatezza. Esistono database online, ma richiedono tempo, ricerche manuali e spesso restituiscono PDF difficili da leggere su smartphone. FarmaScan elimina la barriera della ricerca: basta un’inquadratura del codice AIC o della scatola, si può digitare manualmente il nome del farmaco. Inoltre, abbiamo investito sulla pulizia dell’interfaccia: non vendiamo prodotti, non facciamo diagnosi. Restituiamo solo l’informazione pura, ufficiale e aggiornata (dati AIFA), trasformandola in un formato realmente leggibile su qualsiasi schermo. Farmascan.it è un sito internet ma accedendovi dallo smartphone è possibile salvare sulla Home l’icona della applicazione web come una qualsiasi applicazione ma senza doverla scaricare dai vari Store e senza dover accettare tutte quelle clausole che spesso forniscono consensi a terzi per accedere a telecamera, microfono, posizione».
«È stato il cuore del progetto, non un’aggiunta successiva. Un bugiardino cartaceo è, per definizione, inaccessibile a un ipovedente, a qualcuno affetto da allergia stagionale con occhi arrossati o a una persona anziana con la vista affaticata. Abbiamo integrato la sintesi vocale proprio per questo: dare autonomia a chi oggi deve dipendere da altri per conoscere una posologia o un’avvertenza. Per noi l’accessibilità non è una funzione ‘extra’, ma un diritto del paziente».
«Sì, è una scelta politica, oltre che tecnica. In un’era in cui ogni app baratta servizi in cambio di dati personali, FarmaScan ha deciso di fermarsi sulla soglia. La salute è il dato più sensibile che esista. Non vogliamo sapere chi sei o cosa stai assumendo; vogliamo solo che tu lo faccia in sicurezza. Rispettare la privacy al 100% significa costruire un rapporto di fiducia reale con l’utente e con le farmacie che ci scelgono. Abbiamo creato una applicazione che rispondesse ad una semplice domanda: io cosa vorrei veramente?»
«Siamo in una fase di forte espansione della rete territoriale. L’auspicio è che il nostro ‘Kit Farmacia Digitale’ diventi uno standard nelle farmacie della Campania e non solo. Sogniamo un futuro in cui, accanto alla croce verde della farmacia, ci sia il QR code di FarmaScan come sinonimo di servizio inclusivo. Il nostro obiettivo non è sostituire il farmacista, ma fornirgli uno strumento per assistere meglio i pazienti più fragili, rendendo la tecnologia un alleato silenzioso ma potentissimo della salute pubblica».
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