
Quanto è difficile per un artista farsi strada nel mondo dell’arte? Proveremo a rispondere con Clarice Peri Rezende, 23 anni, castellana di adozione, prossima a conseguire la specializzazione in scultura all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ogni artista si fa conoscere esponendo le proprie opere in gallerie oppure con la grande opportunità di una mostra.
«Dietro la realizzazione di una mostra c’è grande lavoro e dedizione. Il 9 gennaio 2023 ho partecipato come espositrice ad una mostra alla Reggia di Portici, in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Questa mostra era incentrata sul legame strettissimo natura-uomo. Eravamo tutti selezionati dal biennio scultura. Il primo step è stato studiare la struttura che avrebbe ospitato le nostre opere, poiché era importante che queste avessero un rapporto intrinseco con il luogo che doveva accoglierci, proprio per creare una sinergia tra ciò che mostravamo e il significato di ciò che dovevamo rappresentare, il rapporto uomo-natura. Successivamente abbiamo realizzato il prototipo della scultura, per arrivare poi ad una sorta di “concept”, ovvero il concetto dell’opera, presentato su una brochure ai visitatori all’apertura della mostra. Per tutta la durata della mostra, noi giovani artisti emergenti eravamo presenti insieme all’opera cercando il contatto con i visitatori, rispondendo a domande, spiegando l’opera in accordo tra noi artisti, stando attenti ciascuno a non sminuire il lavoro dell’altro. Quest’esperienza di essere parte attiva di una mostra è molto più scuola dell’Accademia stessa. Durante la mostra è stato rappresentato un futuro dove c’è sempre meno contatto tra uomo e natura, e tutto è più artificiale».
«Ho deciso di rappresentare Cerere, Dea dell’agricoltura. L’ho raffigurata come una donna in argilla, la cui parte inferiore del corpo è composta da una buccia di banana. Più la si guarda verso l’alto, più ci si rende conto che la buccia di banana si va trasformando in un corpo di donna. Il messaggio che volevo trasmettere è guardare alle risorse della natura che non smette di offrire all’uomo tutto ciò che produce e sottolineare la superficialità con cui trattiamo i rifiuti che possono diventare, o meglio ridiventare, concime naturale come lo è stato nel passato, ed incentivare anche la raccolta differenziata come ricchezza di risorse».
«Per un giovane artista emergente non è cosa da poco, soprattutto economicamente: spesso bisogna produrre tanti pezzi in tempi stretti che, se danneggiati, richiedono nuove spese di trasporto, di materiale, di mobilità. L’artista, lo sappiamo, spesso diventa ricco e famoso dopo la morte, perciò affrontiamo tutto questo sempre facendo i conti con le nostre scarse possibilità economiche, però ogni mostra rappresenta una possibilità di farsi conoscere: potrebbe notarti un gallerista. Bisogna credere fortemente in sé stessi e nel proprio progetto».
«Consiglio di leggere il libro “Il Sistema dell’arte contemporanea”, che parla di tutto il mondo che si muove dietro un artista che vuole farsi spazio nel mondo dell’arte: ci vuole talento, ma anche un pizzico di fortuna. Molti emergono perché, come in altri ambiti, hanno un nome o conoscenze alle spalle, ma per un artista che non ha nessuno che lo aiuti, entrare in contatto con una galleria è molto difficile. È importante perciò per i giovani artisti conoscere persone del mondo dell’arte, critici e curatori: bussare alle gallerie rischiando anche il rifiuto e non smettere mai di credere in sé. Ciò che ha fatto emergere l’avanguardia sono stati piccoli gruppi di artisti indipendenti, ragazzi che, ignorati dai grandi galleristi, si mettono e fanno mostre: sono quegli stessi artisti di cui oggi studiamo le opere. Non perdere i contatti con i colleghi con cui abbiamo realizzato delle mostre, perché legandoci un interesse comune, possiamo essere visibili».
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...