
La musica non si studia soltanto, si attraversa. Come un paesaggio, una rivolta o un amore. “Fatti di Rock“, di Ernesto Razzano, non è un’enciclopedia: è un libro che ascolta, racconta e rievoca la musica come se fosse un corpo vivo – fatto di voce, disagio, ritmo e memoria. Pubblicato nel 2024 da Round Midnight edizioni, il volume si muove tra le pieghe della storia musicale e del vissuto culturale degli ultimi decenni.
Attraverso una scrittura attenta e partecipe, l’autore intreccia storie note e vicende meno esplorate, ricostruendo una sorta di geografia emotiva della musica rock e delle sue molteplici diramazioni. Razzano, giornalista pubblicista, speaker radiofonico e docente di Storia della musica rock del Novecento presso l’Accademia Lizard di Benevento, è anche tra i fondatori del Morgana Music Club e del live club Eskimo, due spazi centrali nella promozione della cultura musicale indipendente nel Sannio. È curatore di programmi radiofonici dedicati alla musica e autore di racconti pubblicati in antologie e riviste.
Lungi dal limitarsi a un’esposizione cronologica o nozionistica, l’opera cerca piuttosto di evocare atmosfere, restituendo – anche grazie a una prosa spesso lirica – la vibrazione sociale e culturale che attraversa dischi, concerti e movimenti. Come osserva Donato Zoppo, una delle voci più autorevoli del giornalismo rock italiano e autore della prefazione, non si tratta solo di “raccontare la musica”, ma di tentare una scrittura che riecheggi il suono, che traduca l’ascolto in immagine, ritmo e gesto.
Da qui l’idea di uno “screenplay a 33 giri”, che sintetizza bene l’ambizione narrativa del libro. Tra gli episodi affrontati, uno dei più emblematici è quello legato a Bob Dylan e al festival di Newport del 1965. Il racconto dell’esibizione elettrica e della reazione contrariata del pubblico restituisce non solo un momento iconico, ma anche il fragile equilibrio tra fedeltà e cambiamento che segna ogni rivoluzione artistica. Colpisce il dettaglio in cui Dylan, alla fine della performance, si rivolge al pubblico con un ringraziamento quasi sommesso: “Vorrei ringraziare tutti anche a nome del gruppo, spero che abbiamo superato il provino.”
Il saggio dedica spazio anche a figure fondamentali come Bob Marley, con la sua visione politica della musica, o Gil Scott-Heron, considerato da Razzano una delle voci più importanti della spoken poetry afroamericana. Non manca una sezione sul movimento punk, ricostruito attraverso i suoi simboli e le sue contraddizioni. I gesti eccessivi, le provocazioni, i concerti caotici diventano il pretesto per raccontare una stagione di rabbia giovanile e di rifiuto delle convenzioni. La scrittura di Razzano, qui come altrove, si muove tra documento e visione, costruendo immagini capaci di parlare anche a chi quella musica forse non l’ha mai ascoltata davvero. Accanto ai grandi nomi, trovano spazio anche figure meno celebrate, che diventano protagonisti di una narrazione corale: Kurt Cobain, i Beatles, i bassifondi di Chicago, le piazze di Kingston, i locali di Londra.
A chiudere il volume è la postfazione di Giovanna Taverni, cofondatrice e direttrice editoriale del magazine “L’indiependente”, firma di numerosi reportage sul panorama indie contemporaneo. La Taverni definisce il lavoro di Razzano come un’“epica contemporanea” fatta di gesta, leggende e ribellioni, espressa in una lingua “multiforme e selvaggia”. È una chiave di lettura suggestiva, che ben si adatta al tono del libro, in cui l’intensità lirica si accompagna a un’essenzialità espressiva che dona ritmo e densità alla narrazione. Va segnalato anche il ruolo dell’editore: Round Midnight edizioni, fondata da Domenico Cosentino, è una casa editrice indipendente con una forte vocazione poetica e musicale. Accanto a lui, l’illustratrice Flavia Peluso, che ne condivide visione e slancio creativo, anima anche Casa Naima, libreria-caffè e laboratorio culturale a San Giorgio del Sannio. La copertina di Federica Ferrara si inserisce con coerenza nella cura artigianale e visiva che accompagna ogni uscita del catalogo.
“Fatti di Rock” si presenta dunque come un’opera viva, appassionata, che alterna rigore documentario e slancio immaginativo. Più che un’indagine sistematica, è un attraversamento sentimentale: un libro scritto da chi la musica la ascolta, la vive e la ricorda con intensità. Un invito – per lettori e ascoltatori – a ripercorrere i sentieri della memoria sonora con orecchio vigile e cuore aperto.
di Achille Callipo
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