
A Caserta una donna è stata vittima di femminicidio da parte del marito che l’ha strangolata, portandola alla morte, al culmine di una lite casalinga. Il tutto è avvenuto sotto gli occhi dei due figli, rispettivamente di quattro e sei anni. La vittima dell’ultimo femminicidio di Caserta è Eleonor Toci, 24enne di nazionalità albanese. Il marito, Lulzim Toci, è un suo connazionale di 30 anni impiegato saltuariamente come bracciante agricolo. La situazione sul tema della violenza maschile non si impegna a cambiare né tanto meno a migliorare. Dall’inizio del 2024, infatti, le donne morte di femminicidio sono 85.
Per prevenire e contrastare la violenza maschile contro le donne in Italia sono stati investiti, tra il 2020 e il 2023, 248,8 milioni di euro. Ma di queste risorse solo il 12% sono state utilizzate per la prevenzione. E nell’ultimo anno il governo Meloni ha ridotto i fondi destinati alla prevenzione del 70% (da oltre 17 milioni di euro a 5). È quanto emerge dal report Prevenzione Sottocosto pubblicato il 13 novembre 2023 da ActionAid.
«Nonostante l’aumento di fondi registrato nell’ultimo decennio, il numero delle donne uccise da uomini in ambito familiare-affettivo è però rimasto sostanzialmente stabile nel tempo, evidenza che suggerisce l’inadeguatezza delle politiche antiviolenza adottate», dice ActionAid, che chiede a governo e Parlamento di adottare una norma sulla prevenzione primaria con un finanziamento annuale per dotare il Paese di fondi certi e obbligatori. Secondo dati Istat, nel confronto con i cinque anni precedenti al 2006, diminuiscono le violenze perpetuate dagli uomini.
Dopo oltre un anno dall’inizio della legislatura, a causa delle divisioni tra i partiti è ancora fermo il percorso in Parlamento per introdurre l’educazione sessuale nelle scuole. Sul tema i partiti di opposizione hanno presentato due disegni di legge in Senato e due proposte di legge alla Camera dei deputati, ma finora non ci sono stati significativi sviluppi nell’esame dei quattro testi. Le iniziative rivolte per contrastare la violenza sulle donne sono riassumibili in 30 ore facoltative, extracurricolari solo per studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado. Gli appuntamenti svolti sarebbero confronti moderati dal corpo docenti. Corpo docenti sottoposti a formazione per renderli adeguati a poter trattare l’argomento con alunni e alunne.
Il Governo ha ben pensato di inasprire le leggi del Codice Rosso, il pacchetto di tutele del nostro codice che servono a garantire pene per chi ha già commesso violenza senza tuttavia essere in grado di prevenirla. Difatti, se non è la cultura a cambiare, la legge da sola non potrà fare miracoli nel contrastare.
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