
Domenica 7 giugno, come ogni anno da tempo immemore, si è tenuta la tradizionale Festa del Giglio in onore di Sant’Antimo, nella cittadina di Recale. La manifestazione ha origini antichissime, e si svolge a Recale dalla fine dell’Ottocento. Il Giglio di Recale si presenta a base quadrata, con un’altezza che sfiora i 25 metri, e rivestito da cartapesta dei maestri nolani.
Sono necessarie 128 persone (gli “accollatori”) per sollevarlo, ponendosi al di sotto delle cosiddette “varre”, delle lunghe assi di legno che sorreggono la struttura. Il cammino del Giglio comincia dalla parrocchia di Santa Maria Assunta, e si snoda per oltre tre chilometri e mezzo, toccando le quattro piazze cardinali del paese, che il parroco benedice.
È qui che avvengono le “girate”, i momenti più delicati e spettacolari del percorso, in cui il Giglio appunto si gira per tornare indietro e proseguire. Il culmine della festa avviene però in piazza Matteotti, dove va in scena la “ballata in piazza”, al ritmo della celebre tarantella di Luigi Salzano, vero simbolo musicale della festa.
La Festa del Giglio è stata riconosciuta come Patrimonio culturale immateriale della Campania secondo i criteri Unesco. Una straordinaria commistione di fede, forza fisica e tradizione popolare.
Riportiamo alcuni scatti concessi dal fotografo locale Pasquale Carangelo, che ha saputo ritrarre i cittadini recalesi in uno straordinario momento di folklore popolare e aggregazione cittadina.
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