
Il 5 e 6 settembre Puccianiello, piccola frazione di Caserta, festeggia un traguardo importante: la decima edizione del Festival degli Antichi Casali. Due giorni in cui vicoli, corti e piazzette smettono di essere semplici spazi quotidiani e diventano un grande palcoscenico collettivo. L’idea, nata dieci anni fa dall’intuizione di Emilio Di Donato insieme al Comitato festeggiamenti “Maria SS. La Bruna” e a don Carmine Ventrone, oggi è un appuntamento fisso per chi ama musica, teatro, danze popolari e quel mix di magia e comunità che solo i borghi sanno regalare.
Venerdì 5 settembre si parte con “Ecco a voi i Clown”, spettacolo per famiglie della Compagnia La Mansarda – Teatro dell’Orco, e con i laboratori creativi dedicati ai più piccoli. Poi spazio alla musica: dal jazz-ska dei The Sidewinders all’energia folk dei Gatti’n’Folk, passando per momenti più intimi come la Canzone al balconcino di Maria Antonietta Viglione. La chiusura della prima serata è affidata a Luca Rossi insieme a Roberto Colella (La Maschera), incontro tra tammorra e cantautorato che promette forti emozioni.
Sabato 6 il ritmo non rallenta: laboratorio di disegno per ragazzi, il sound rock della Gennaro Vitrone Band, le atmosfere raffinate di Flo con La canzone che ti devo, fino al gran finale con i Bottari di Macerata Campania, portatori di una delle tradizioni sonore più potenti del Sud.
Ciò che rende unico il Festival degli Antichi Casali è la sua capacità di intrecciare linguaggi diversi. Mentre sul palco si alternano concerti e recital, le strade del borgo prendono vita con trampolieri, statue viventi, giocolieri e artisti di fuoco. Per i bambini c’è la ludoteca Meraviland, mentre per gli adulti non mancano mostre e performance itineranti. L’atmosfera invita a perdersi tra i vicoli e a stare insieme, senza fretta.
Tra i momenti più attesi, il Weekend Balfolk: stage gratuiti, concerti e danze tradizionali europee che trasformano la villetta comunale in una grande festa. Sul palco, i belgi Loogaroo e i campani Gatti’n’Folk per un incontro tra culture che ha come filo conduttore la partecipazione. Qui non c’è distanza tra pubblico e artisti: si balla insieme, rompendo ogni barriera.
Accanto alla musica, c’è il sapore. La Sagra del Saucicciello è una vera istituzione: panini fumanti, birre artigianali e street food accompagnano entrambe le serate. Tra stand gastronomici e artigianato locale, il festival è anche un’occasione per riscoprire la convivialità, condividendo non solo spettacoli ma anche un pasto semplice e genuino.
In un’epoca in cui tutto scorre veloce e spesso dietro uno schermo, il festival sceglie la via più semplice e più rara: mettere al centro le persone. Come ricorda la direzione artistica, l’arte non è solo intrattenimento, ma un modo per costruire comunità. Forse è questo il segreto del successo: non proporre semplicemente eventi, ma creare un’esperienza che resta addosso anche dopo lo spegnersi delle luci.
Per chi ha meno di trent’anni, è l’occasione perfetta: musica di qualità, energia popolare, laboratori gratuiti e un borgo da vivere, non solo da guardare. L’ingresso è libero, gli spazi sono tanti e l’atmosfera è quella giusta per scoprire o riscoprire Caserta fuori dai soliti percorsi. Il 5 e 6 settembre Puccianiello non sarà solo un quartiere: sarà un crocevia di storie, suoni, sapori e incontri. E chi ci sarà, sentirà di far parte di qualcosa che dura da dieci anni e che continua a crescere.
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