
Negli ultimi mesi il Comune di Caserta è stato al centro di un’attenta indagine da parte di una commissione d’accesso: un organismo istituzionale che ha il compito di verificare la regolarità delle attività amministrative di un ente locale. I fatti risalgono ormai all’8 agosto. La procura ha indagato su voti e appalti durante la campagna elettorale del 2021, dove sono stati coinvolti l’ex vice sindaco Emiliano Casale e l’ex assessore ai lavori pubblici Massimiliano Marzo. I magistrati hanno quindi ipotizzato rapporti con clan di camorra.
La giunta di centrosinistra è stata azzerata dal sindaco Carlo Marino per tentare un rilancio dell’azione amministrativa. Ma cosa fa esattamente una commissione d’accesso? Quali possono essere le implicazioni per il Comune di Caserta?
Una commissione d’accesso è un gruppo di ispettori nominati dal Ministero dell’Interno con il compito di indagare sulle attività di un ente locale, come un Comune, per accertare eventuali irregolarità amministrative o possibili infiltrazioni della criminalità organizzata. Questo strumento, previsto dalla legge, viene attivato quando ci sono fondati sospetti di disfunzioni o illegalità nella gestione della cosa pubblica.
La commissione non si limita a esaminare l’operato dell’amministrazione in carica, ma può estendere le proprie indagini anche alle gestioni precedenti. Questo significa che il suo lavoro non è circoscritto a un singolo sindaco o giunta, ma abbraccia un arco temporale più ampio, analizzando atti, documenti e procedure amministrative.
A Caserta, la commissione d’accesso è stata insediata lo scorso 8 agosto ed è composta da tre figure di rilievo: il prefetto Maurizio Masciopinto, la viceprefetto aggiunto Laura Mattiucci e il maggiore della Guardia di Finanza Gianfranco Mozzillo. Il loro compito è stato quello di analizzare nel dettaglio la documentazione relativa a gare, appalti, spese e affidamenti, passando al setaccio ogni procedura amministrativa per individuare eventuali irregolarità o condizionamenti esterni.
Il mandato della Commissione ha una durata iniziale di tre mesi, prorogabile una sola volta per altri tre mesi. Nel caso di Caserta, la prima fase si è conclusa a novembre, mentre la proroga scadrà il prossimo 7 febbraio. Questo significa che, dopo sei mesi di lavoro, gli ispettori lasceranno gli uffici di Palazzo Castropignano per dedicarsi alla stesura della relazione finale.
Una volta terminato il lavoro sul campo, la commissione d’accesso ha il compito di redigere una relazione dettagliata sulle attività svolte e sulle eventuali irregolarità riscontrate. Questo documento sarà consegnato al Prefetto Lucia Volpe, che a sua volta lo trasmetterà al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
A questo punto, spetterà al ministro valutare il contenuto della relazione e decidere come procedere. Le opzioni sono due: se la relazione evidenzia irregolarità amministrative o infiltrazioni della criminalità organizzata, il ministro potrà convocare il Consiglio dei Ministri per proporre lo scioglimento del Consiglio Comunale. Oppure, se non emergono elementi critici, la questione verrà archiviata e il Comune di Caserta continuerà la sua attività ordinaria fino alla scadenza del mandato elettorale, prevista per il 2027.
Non esiste una scadenza precisa per la decisione finale del Ministero dell’Interno, ma, secondo la prassi, tale decisione dovrà essere presa entro tre mesi dalla ricezione del documento dove si arriva di solito a una conclusione.
L’attività della commissione d’accesso rappresenta un momento cruciale per la trasparenza e la legalità nella gestione della cosa pubblica. Per Caserta, l’esito delle indagini potrebbe avere ripercussioni significative: dall’eventuale scioglimento del Consiglio Comunale alla conferma della regolarità delle amministrazioni passate e presenti.
In ogni caso, il lavoro della Commissione ha un obiettivo preciso: garantire che la gestione del Comune rispetti le regole e sia al riparo da condizionamenti illeciti. Un passaggio necessario per restituire fiducia ai cittadini e assicurare il buon governo della città.
In attesa della relazione finale, Caserta resta con il fiato sospeso, consapevole che le prossime settimane potrebbero segnare una svolta importante per il suo futuro amministrativo.
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