
Nel recente fine settimana è arrivata una vera e propria folla a Roccaraso, rinomata località sciistica dell’Abruzzo. Si sono registrati oltre 10.000 turisti giunti a bordo di 220 pullman provenienti principalmente da Napoli e zone limitrofe. Questo afflusso eccezionale ha causato notevoli disagi alla circolazione stradale e lunghe code agli impianti di risalita, mettendo a dura prova la capacità di gestione delle autorità locali. Proprio come nel caso delle sagre, tra tutte quella di Cusano Mutri, tutto ciò rappresenta, oltre che un disagio, anche un momento di riflessione sul trend della FOMO a tutti i costi.
L’origine di questa massiccia presenza turistica sembra risiedere in una combinazione di fattori. Recenti video virali su piattaforme come TikTok hanno esaltato le attrattive di Roccaraso, mentre alcuni influencer hanno promosso pacchetti turistici a basso costo, rendendo la destinazione particolarmente appetibile per un pubblico giovane e con budget limitati. Offerte a partire da 20 euro per persona, comprensive di viaggio andata e ritorno e, in alcuni casi, pranzo al sacco, hanno reso la montagna accessibile a molti. Oltretutto il crescente fenomeno della FOMO (Fear of missing out, paura di perdersi eventi o momenti) ha praticamente avallato l’invasione anche dei posti e delle esperienze più di nicchia.
Nonostante l’incremento del flusso turistico, molti operatori economici locali hanno espresso preoccupazione. Il cosiddetto “turismo mordi e fuggi” porta sì un elevato numero di visitatori, ma spesso con una spesa pro capite limitata, offrendo benefici economici marginali alle attività locali. Inoltre, l’affollamento eccessivo può compromettere la qualità dell’esperienza turistica e mettere sotto pressione le infrastrutture locali.
Il sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato, ha riconosciuto la complessità della situazione, sottolineando la necessità di un approccio equilibrato che valorizzi l’afflusso turistico senza compromettere la qualità della vita dei residenti e la sostenibilità ambientale. Ha evidenziato l’importanza di strategie che bilancino promozione turistica e capacità ricettiva, garantendo al contempo un’esperienza positiva per i visitatori e benefici concreti per la comunità locale.
Questo scenario ricorda quanto avvenuto durante le sagre estive del 2024, dove eventi locali hanno attirato folle numerose, spesso superiori alle capacità organizzative delle piccole comunità ospitanti. Ad esempio, la sagra di Cusano Mutri ha registrato un’affluenza di pubblico senza precedenti, con disagi e perdita di identità per tutto il territorio. Sebbene tali eventi abbiano portato visibilità e dinamismo, hanno anche sollevato interrogativi sulla sostenibilità e sull’impatto a lungo termine sul tessuto sociale ed economico locale.
L’episodio di Roccaraso evidenzia le sfide legate alla gestione di flussi turistici massicci in località con risorse limitate. È fondamentale che le comunità locali, insieme alle autorità competenti, sviluppino piani strategici che promuovano un turismo sostenibile, capace di coniugare sviluppo economico e tutela del territorio, garantendo al contempo un’esperienza autentica e di qualità per i visitatori, nonché la tutela del territorio e delle sue radici.
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