
Cosa succede se delle persone si mettono in testa che la cultura possa diventare forza motrice di rigenerazione urbana e rinnovamento sociale in una città che di cultura ne avrebbe da vendere, e in un periodo storico in cui quest’ultima è lasciata a sé stessa? La risposta ce l’abbiamo: deriva da Made in Cloister, una fondazione nata nel 2012 e situata a Porta Capuana, a Napoli. Due dei tre fondatori, Davide De Blasio e Rosa Alba Impronta, stavano girando per la città in cerca di una zona adatta alla loro idea.
Ce lo racconta proprio la terza tra questi, Eleonora De Blasio, che spiega: «Camminando per le strade abbiamo scoperto l’area di Porta Capuana e poi il chiostro piccolo della Chiesa di Santa Caterina a Formiello, che era totalmente abbandonato. L’idea era quella di restituire un pezzo di storia alla città, di rendere vivibile una parte di patrimonio culturale della città di Napoli abbandonato. Così, nel 2012, una volta scoperto lo spazio, abbiamo iniziato i restauri e la missione è venuta un po’ da sé».
Difatti, la missione che hanno avviato i fondatori in questi tredici anni si è plasmata proprio sull’anima e la storia del chiostro della Chiesa di Santa Caterina a Formiello, che è dapprima stato luogo di culto e dunque del pensiero spirituale ed è poi divenuto lanificio, un luogo del fare artigianale. Il posto, come già detto, è stato poi totalmente abbandonato. In ragione di ciò, il processo culturale di Made in Cloister si è sviluppato proprio su questi due fronti: «Tutti questi elementi di pensiero critico, spirituale, fare artigianale e rigenerazione urbana si sono uniti insieme in quella che è la nostra metodologia di approccio alle mostre, ai progetti e ai processi, mettendo insieme arte, artigianato e comunità».
A livello pratico, il modo in cui Made in Cloister effettua questa unione è innovativo e al tempo stesso significativo per la valorizzazione dell’artigianato campano: «Durante il periodo del restauro abbiamo fatto una grande mappatura dell’artigianato, partendo dal centro storico di Napoli fino ad arrivare agli artigiani campani. Quando invitiamo un’artista in residenza e gli chiediamo di realizzare delle mostre, gli mostriamo questa mappatura e l’artista, secondo la propria vocazione, sceglie due, tre, a volte quattro artigiani con cui lavorare per la mostra».
Fare un lavoro del genere ti mette inevitabilmente di fronte alla realtà più cruda del mondo dell’artigianato odierno: «Da quando abbiamo iniziato con la mappatura il 30% degli artigiani non esiste più. Questo ovviamente è un tema gigantesco della perdita del know-how legato all’Italia in generale, non esclusivamente a Napoli, e quindi cerchiamo di fare un lavoro per ridare vita all’artigianato». Un lavoro che, nel suo piccolo, rilancia il settore: «Un’artista con cui abbiamo collaborato ha usato una fonderia per la propria mostra all’interno del Chiostro e ad oggi continua a produrre con quella fonderia; un’altra che ha fatto una mostra col vetro cattedrale, continua a produrre con l’artigiano di vetro cattedrale qui».
Quando chiediamo ad Eleonora come fosse il rapporto con le altre istituzioni, in primis la politica, e se si sentissero più accompagnati o più abbandonati, ci risponde così: «È abbastanza un sentimento misto. All’inizio, quando abbiamo preso e restaurato lo spazio e cominciato l’attività, era abbastanza una sensazione di abbandono, però più ci siamo radicati nel territorio, più in realtà poi abbiamo cominciato a fare rete anche con la Municipalità, col Comune e poi con la Regione», descrivendo dunque una sorta di barriera all’entrata, che si attenua solo nel momento in cui riesci ad importi autonomamente come realtà forte.
La Fondazione Made in Cloister non è solo un esempio meraviglioso di un gruppo di persone che, con perseveranza, non accetta che un settore così identitario e importante per Napoli e per l’Italia cada in uno stato di abbandono. È anche un monito per le sedi istituzionali campane di non lasciare che degli esempi del genere rimangano isolati, come semplici mosche bianche di un sistema che non sempre li fa sentire protetti.
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