
Da anni ormai la Fondazione Polis rappresenta uno strumento fondamentale della Regione Campania per una società più sicura e giusta. Attraverso il sostegno alle vittime innocenti di reato, il riutilizzo sociale dei beni confiscati e la promozione della cultura della legalità, la Fondazione incarna un impegno concreto per il benessere della comunità. E tra le molteplici iniziative, risale a qualche settimana fa l’inaugurazione de “La casa di Adele”, un rifugio sicuro per i giovani figli delle donne detenute che accende un nuovo faro di speranza. Ne abbiamo parlato con Don Antonio Palmese, presidente della Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania.
«La Fondazione Pol.i.s. è lo strumento di governance che la Regione Campania ha scelto per sostenere le vittime innocenti di reato, di tutti i reati intenzionali violenti, senza alcuna distinzione dovuta alla mano criminale che le ha colpite, e i loro familiari. La nostra fondazione prende in carico i familiari delle vittime e le accompagna nel loro percorso sociale, psicologico, giudiziario sostenendo i nuclei familiari anche nella crescita dei loro figli. Pol.i.s. significa “politiche integrate di sicurezza”, ma richiama la città greca, secondo il principio della costruzione della comunità. Una comunità che parte dalla memoria delle vittime innocenti per giungere alla costruzione di una società più sicura e più giusta attraverso attività impegnate nella promozione del riuso sociale dei beni confiscate alle mafie, un tempo simbolo del sopruso mafioso e oggi restituiti alla società in qualità di agenti di sviluppo di una economia diversa, incentrata sul benessere comune e sulle pratiche di natura sociale».
«Come Fondazione noi agiamo ex post, nella presa in carico dei familiari delle vittime innocenti e nel sostegno alle pratiche di promozione dei beni confiscati. Oggi viviamo sicuramente un’emergenza criminale che investe in particolar modo i minori. La sfida educativa trova compimento nella Rete dei Punti Lettura, per formare cittadine e cittadini consapevoli».
«La Casa di Adele è un luogo simbolo e parte da un sogno: realizzare all’interno di un bene confiscato un luogo dove le bambine e i bambini delle donne detenute possano essere liberi dalle sbarre, possano crescere nella consapevolezza che l’Istituzione è al loro fianco per formarli e sostenerli in scelte future che agiscano nel nome della legalità. Rientra nelle nostre azioni di giustizia riparativa. Sostenendo le vittime innocenti, sostenendo coloro che operano sui beni confiscati, non possiamo non volgere lo sguardo verso la popolazione carceraria, secondo il dettame costituzionale della pena come strumento di cambiamento e di reimmissione. La Casa di Adele rappresenta una sorta di compimento, realizzato grazie alla Regione Campania, che appoggia, sostiene e promuove tali iniziative, al buon riutilizzo dei beni confiscate compiuto dal Comune di Quarto e all’Associazione Tarita, a cui è demandata la gestione della casa».
«Ciò che più conta è far comprendere a tutte le cittadine e i cittadini quanto migliorare la qualità di vita dei piccoli figli delle madri detenute sia importante per il benessere e la tutela dell’intera società. Se un bambino nasce in un ambiente sano e “coccolato” anche mediante l’impegno delle Istituzioni, crescerà con un’immagine positiva del suo Paese e potrà riconoscersi nella comunità di riferimento».
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...