
Ogni anno, chi per una cosa chi per un’altra, ci ritroviamo tutti ad aspettare trepidanti uno dei cosiddetti “eventi più attesi dell’anno”. Dal Festival di Sanremo alla notte degli Oscar, tra questi ci sono sicuramente anche le famose liste che Forbes stila alla fine di ogni anno.
E tra queste, un po’ come reminder di quanto le donne si stiano affermando nel mondo della politica, dell’economia, del sociale, è arrivata anche la classifica annuale delle 100 donne più potenti al mondo.
I parametri? Potere economico, media, impatto e sfere di influenza: questi i quattro principali parametri utilizzati per stilare la lista.
Sul podio troviamo tre degne rappresentanti di istituzioni e poteri al centro dell’attenzione globale.
Al terzo posto arriva infatti il braccio destro del Presidente degli Stati Uniti d’America, la vice presidente degli USA Kamala Harris, prima vicepresidente donna e asio-americana del Paese. Dopo essere stata scelta come “persona dell’anno” dal settimanale Time, anche Forbes la premia per il suo impegno politico e sociale.
Argento per la Presidente della BCE, Christine Lagarde. Ministro dell’Economia, dell’Industria e dell’Impiego, direttrice del Fondo monetario internazionale, queste solo alcune delle cariche ricoperte dalla donna. Lagarde, dal 2019, ha sostituito l’ex presidente Mario Draghi, diventando la prima donna alla guida della BCE.
Medaglia d’oro per la donna che senza ombra di dubbio è stata protagonista degli ultimi anni: Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea. Dalla gestione del caos generato dalla pandemia, fino alla recente guerra russo-ucraina, la von der Leyen è stata sicuramente il volto dell’ultimo anno, Forbes afferma: «La sua influenza è unica, nessun’altra donna in classifica fa politica per conto di 450 milioni di persone».
Ma attenzione, un dignitosissimo settimo posto anche per una donna italiana…E sì, anche Giorgia Meloni conquista la lista di Forbes. Quasi superfluo indicarne i motivi, di che che si dica, Giorgia Meloni la storia l’ha fatta diventando prima donna nella storia del nostro Paese a ricoprire la carica di Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana.
Un dovere, un dovere morale, sociale, dedicare uno spazio al volto della protesta: Jina “Mahsa” Amini.
Forbes la definisce infatti come la rappresentante delle migliaia e migliaia di donne che dalla sua morte (lo scorso settembre), hanno continuato a protestare per la libertà, a protestare contro «le leggi teocratiche che le trattano come cittadini di seconda classe».
Se Forbes premia le donne in base all’influenza ed all’impatto sociale che hanno rappresentato nel mondo, era impossibile non includere Mahsa, che quasi occupa un posto a sé, una sorta di ruolo super partes della classifica. Il suo esempio di libertà, e la condanna che ha dovuto pagare per questo, sono stati motore di avviamento per una rivoluzione femminile che non ha precedenti e che ha tracciato e continua a tracciare una pagina di storia dell’ultimo secolo.
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