
Il 29 Giugno alle ore 17.30, presso il Teatro della Legalità di Casal di Principe, si è tenuto il dibattito “La corruzione uccide il futuro”: tra i numerosi relatori, istituzioni che ogni giorno si occupano di prevenzione e contrasto ai sistemi di corruzione, abbiamo intervistato Francesco Balato, Magistrato Tribunale Santa Maria Capua Vetere.
«Il tema della corruzione è un tema tradizionale, nel senso che è un problema endemico, un problema che abbiamo da decenni e che affonda le radici nel passato. La magistratura cerca usualmente di contrastarlo però il problema di accertamento di questo tipo di reato è sempre lo stesso: la difficoltà di farlo emergere. Il corruttore e il corrotto cercano infatti di proteggersi a vicenda e di non far emergere la questione. Però molti risultati sono stati raggiunti sul versante della lotta alla corruzione, grazie anche alla legislazione, eppurre si può fare di più. Io penso che più che gli strumenti repressivi andrebbero potenziati quelli preventivi, per fare in modo che non si possa mai arrivare a fare un atto di corruzione, secondo me questa è la chiave del sistema. La norma repressiva è importante ma forse quella preventiva lo è ancora di più».
«La storia giudiziaria insegna che nel momento in cui vengono stanziate delle importanti risorse economiche poi diventa molto appetibile per la criminalità, sia per quella mafiosa che per quella dei colletti bianchi, la possibilità di metterci le mani sopra. È un rischio molto concreto che va contrastato, ma chiaramente non si può evitare di far andare avanti il Paese o di bloccare questi stanziamenti che sono importanti e che servono. Quindi bisogna tenere molto alte le antenne, cercare di mettere in atto norme di prevenzione e vigilare sull’operato della pubblica amministrazione, non perché la si vuole paralizzare ma per fare in modo che si rispetti il valore della legalità e che non si arrivi ai fenomeni corruttivi».
«Casal di Principe deve essere e rimane al centro dell’attenzione di tutti gli operatori istituzionali. La magistratura sicuramente ha lavorato molto e continuerà a lavorare su Casal di Principe non soltanto sul piano della criminalità organizzata ma anche sui fenomeni di diritto penale bianco quale quello della corruzione».
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