
I volatili sono tra gli animali più incredibili sulla Terra. Sono in grado di volare, e molti di essi possono farlo per grandi distanze.
La distanza percorsa da un uccello volando dipende da molti fattori, inclusa la specie, l’età, la temperatura e le condizioni meteorologiche. Tuttavia, alcuni volatili possono volare molto lontano. Alcuni sono noti per volare oltre 10.000 miglia in un intero anno.
Tra questi uccelli, i più noti sono i fringuelli di prateria, oggetto di studio da ben 150 anni dei biologici di tutto il mondo. Il primo a farlo fu il naturalista Charles Darwin. Gli studi avvennero sulle isole Galapagos e si concentrarono sulla dimensione del becco di questi uccelli. Essi costituivano un forte esempio di radiazione adattiva, fenomeno per il quale da un progenitore comune si differenziano diverse specie. Per tali ragioni la specie viene denominata “fringuelli di Darwin”, grazie ai quali il naturalista perfezionò la sua teoria sull’evoluzione. Ancora oggi i fringuelli sono oggetto di analisi molecolari per sviscerare ancora meglio l’incredibile storia evolutiva che questo gruppo di uccelli ha avuto.
Dai tempi di Darwin ai giorni nostri, sono stati fatti numerosi passi avanti, tanto è vero che sono nati molti progetti per studiare i comportamenti degli uccelli e i loro flussi migratori, soprattutto in presenza degli attuali cambiamenti climatici. Gli scienziati dispongono di sofisticati sensori GPS, collocati principalmente sul dorso degli uccelli, della grandezza di una moneta da 20 centesimi. Essi permettono di misurare la posizione degli uccelli ogni tre secondi senza intralciarne il volo.
Mediante l’utilizzo di apparecchiature di questo tipo è stato possibile aggiudicare il primato per il volo ininterrotto più lungo mai registrato: 13.560 km tra l’Alaska e la nuova Zelanda. L’artefice è stato un giovane di Pittima Minore, che ha battuto il record registrato nel 2021 da un esemplare della stessa specie che aveva percorso 13.050 km senza sosta. .
Gli uccelli Pittima minore sono una specie di uccelli esotici che si possono trovare in diverse zone dell’Africa. Migrano due volte l’anno passando l’estate in Artico, mentre in inverno si spostano verso latitudini più temperate. Gli scienziati sono magnetizzati dai loro voli, in quanto essi avvengono senza alcuna pausa per una settimana o più. La causa è il compiere immense traversate su tratti oceanici nei quali non hanno alcun punto sul quale potersi fermare.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...