
“Un trans può essere battezzato? Può essere padrino o madrina di battesimo? Può essere testimone di un matrimonio? Due persone omoaffettive possono figurare come genitori di un bambino, che deve essere battezzato, e che fu adottato o ottenuto con altri metodi come l’utero in affitto? Una persona omoaffettiva e che convive può essere padrino di un battezzato?” sono le domande pervenute nello scorso mese di luglio a Papa Francesco attraverso il Dicastero per la Dottrina della Fede, l’organismo pontificio che si occupa di custodire il deposito della fede e di trasmetterlo immutato nei secoli. E la risposta, a tutte le questioni, è univoca: “sì!”, con motivazioni diverse, ma riconducibili alla bellissima affermazione contenuta nell’enciclica Evangelii gaudium: “La Chiesa non è una dogana, è la casa paterna dove c’è posto per ciascuno con la sua vita faticosa”.
Forse è iniziata la rivoluzione tante volte annunciata da Jorge Bergoglio, nelle numerose interviste o libere conversazioni. La Chiesa, società organizzata che ha attraversato indenne i millenni, non si governa con le pur belle parole del papa regnante, ma col diritto canonico. L’atto del dicastero pontificio del luglio scorso è vincolante, ha valore di legge per la Chiesa universale. Abbiamo incontrato Rebecca De Pasquale, di Eboli, 44 anni, nata maschio, ha affrontato con grande coraggio il percorso di affermazione di genere, nonostante un contesto sociale e familiare, almeno all’inizio, non favorevole. Nota al grande pubblico per la partecipazione al Grande Fratello 14.

«Sono molto d’accordo con le parole di papa Francesco su gay e trans e sono soddisfatta che la Chiesa apra le porte alla “Comunità LGBTQIA+”. Io sono Rebecca De Pasquale, un essere umano, credente in Dio, cattolica, impegnata attivamente in parrocchia. Pur condividendo l’estensione dei diritti a tutti, non amo molto le modalità con cui la “Comunità LGBTQIA+” si approccia a certe situazioni, c’è troppo folklore e a volte si cade nel cattivo gusto. Non mi piace chi urla a squarciagola. Ritengo invece importante stare bene con sé stessi, essere un buon cittadino, ricevere l’amore della famiglia e degli amici».
«Sono stati gli uomini di Chiesa a far diventare la sessualità un peccato. Gesù sedeva in mezzo ai peccatori, pubblicani o prostitute che fossero, senza nessuna distinzione. Io non ho mai pensato che fossi disordinato o i miei atti sessuali fossero disordinati. Ho sempre parlato con Dio, dicendogli: “Tu mi hai messo al mondo, tu mi hai creato, aiutami ad affrontare tutto con amore”. D’altronde, se non fosse stato così, non sarei potuto rimanere sei anni in monastero, anni che rimarranno per sempre nel mio cuore».
«Sì, mi capita, ma fa parte del gioco. Rimango convinta che le persone che mi offendono siano infelici. A volte ho il sentore che, soprattutto tra gli sposati, ci siano tanti omosessuali che non hanno avuto il coraggio di fare scelte diverse, e arrabbiati perché infelici della tranquillità degli altri. Forse fanno bene a seguirmi, almeno si rendono conto di cosa significhi avere coraggio».
«Io credo che siano passati i tempi in cui era molto difficile vivere da omosessuali in Italia. Oggi è più semplice, forse si vive in maniera piuttosto ordinaria. Io, per esempio, ho anche i documenti, ho avuto la rettifica del nome, vivo bene e sono fiera di tutta la mia vita. Ad un giovane omosessuale consiglierei di non nascondersi, soprattutto a sé stesso. Sono convinta che non ci si scopra omosessuali ma lo si avverta da sempre. Non bisogna avere timore di parlarne, soprattutto in famiglia e poi con gli amici. Le offese? Quelle ci saranno sempre, forse, ma non si deve cadere nel vittimismo. Bisogna camminare a testa alta, fieri di ciò che si è!».
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...