
Sono ormai anni che parliamo di Gender Gap, il divario di genere soprattutto relativo alla sperequazione sociale e professionale esistente tra uomini e donne. Le percentuali in tutto il mondo sono ancora alte. Il Global Gender Gap Report 2023 ha evidenziato come ad oggi ancora nessun Paese al mondo ha raggiunto la piena parità di genere.
E purtroppo, il settore lavorativo è quello in cui questo divario mostra i numeri più preoccupanti. La stessa statistica sopracitata, mostra come “A livello globale si registrano ancora tassi di disoccupazione più elevati tra le donne (4,5%) rispetto agli uomini (4,3%). Secondo i dati raccolti da LinkedIn, le donne rappresentano il 41,9% della forza lavoro nel 2023. A scendere, tuttavia, è la quota di donne in posizioni di leadership. Le donne in ruoli C-Suite, di direttrice o di vice-presidente sono del 32,3%”.
E direttamente connesso a questo fenomeno è anche il cosiddetto pay gap, il divario retributivo di genere: la differenza tra il salario annuale medio percepito dalle donne e quello percepito dagli uomini. Guardando al divario retributivo di genere complessivo, in Italia siamo al 43%. Il nostro Paese registra un pay gap orario più basso per quanto riguarda il settore pubblico che si attesta al 5,5%, mentre nel settore privato è tra i più alti al 15,5%. Osservando i dati, il Gender Gap Report mostra che in sostanza è come “se le lavoratrici italiane iniziassero a percepire uno stipendio il 2 febbraio, lavorando regolarmente dal 1° gennaio“
Di fronte a tragiche statistiche e tempi estremamente lenti per raggiungere un concreto cambio di passo, arriva l’iniziativa del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio.
Parliamo della “certificazione aziendale per la parità di genere“, un’iniziativa che si inserisce nella Missione 5 “Inclusione e Coesione”del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) nata con l’obiettivo di promuovere una maggiore inclusione delle donne nel mercato del lavoro guardando non solo alla crescita aziendale delle donne nelle realtà lavorative, ma puntando anche sul risolvere i problemi legati al gender pay gap.
Un apposito avviso pubblico definisce criteri e modalità per ottenere la certificazione, sono infatti previste una serie di agevolazioni con contributi relativi ai finanziamenti Next Generation EU del PNRR per piccole, medie imprese e microimprese per assisterle ed accompagnarle nell’ottenimento di questa certificazione e nella relativa copertura dei costi.
La ministra Eugenia Roccella ha affermato: «Con questa misura vogliamo promuovere quel cambiamento culturale che riteniamo fondamentale per la piena affermazione delle pari opportunità tra uomo e donna e per una maggiore partecipazione delle donne alla vita economica e sociale del Paese. Il mondo delle imprese sta dimostrando un grande senso di responsabilità, ma siamo consapevoli che per le piccole realtà, che costituiscono una componente essenziale del tessuto produttivo, è più difficile dedicare risorse ed energie alla definizione di nuove procedure, apparentemente lontane dal loro core business. Per questo è importante accompagnarle e incentivarle, affinché possano anch’esse integrare la prospettiva delle pari opportunità nelle scelte aziendali. Ci vorrà tempo, ma siamo convinti che anche grazie al pieno coinvolgimento del mondo imprenditoriale le donne potranno liberare il loro potenziale di crescita e di libertà».
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