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Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

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Giancarlo Siani, 40 anni dopo: la memoria che ci chiede coraggio

Elisabetta Rota
Elisabetta RotaRedazione Informare
23 settembre 20253 min di lettura

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Giancarlo Siani, 40 anni dopo: la memoria che ci chiede coraggio

Indice (3)

  • 1Memoriali che raccontano una vita interrotta
  • 2Una comunità che resiste e ricorda
  • 3Il ricordo che deve vivere dentro di noi

Il 23 settembre 1985 la camorra spegneva la vita di Giancarlo Siani, giornalista de Il Mattino, ucciso a soli 26 anni. Aveva osato raccontare, con inchieste precise e senza compromessi, i legami tra clan, politica e affari. La sua Citroën Méhari verde, oggi simbolo della libertà di stampa, quella sera fu il teatro del suo sacrificio. Da allora, il suo nome è diventato sinonimo di coraggio civile e di giornalismo autentico, fatto di verità e di responsabilità.

Memoriali che raccontano una vita interrotta

Oggi la memoria di Siani vive non soltanto nei libri e nei film che hanno riportato la sua storia al grande pubblico (Fortapàsc di Marco Risi su tutti), ma anche in luoghi concreti e simbolici:

  • La Mehari verde è esposta nella Sala della Memoria a Villa Bruno, a San Giorgio a Cremano: non un semplice oggetto, ma un simbolo itinerante che ha viaggiato per l’Italia per testimoniare la forza della parola libera.
  • Le Rampe Siani a Napoli, intitolate a lui, sono diventate un luogo di incontro ogni anno per studenti, giornalisti e cittadini.
  • Il Premio Giancarlo Siani e il contest “Giancarlo scriverebbe di…” continuano a stimolare nuove generazioni di cronisti e giovani studenti a raccogliere il suo testimone, a scrivere di camorra, di diritti, di riscatto sociale.
  • La Fondazione Giancarlo Siani Onlus promuove progetti con scuole, iniziative culturali, percorsi di memoria e di educazione alla legalità.

Ogni memoriale non è solo un ricordo statico, ma un luogo vivo, costruito dalla comunità per dare voce a ciò che Giancarlo rappresentava.

Una comunità che resiste e ricorda

Napoli e la Campania non hanno dimenticato. Ogni anno, in occasione dell’anniversario, associazioni, scuole, istituzioni e cittadini organizzano incontri, letture, cortei silenziosi. È la prova che la sua memoria non è mai stata confinata in una lapide: vive nella partecipazione collettiva. La comunità ha trasformato il dolore in impegno, riconoscendo in Siani un punto di riferimento che ancora oggi illumina la strada di chi si oppone a mafie e silenzi. La forza di queste commemorazioni è che non si limitano a guardare al passato. Ogni evento, ogni premio, ogni articolo scritto in suo nome diventa un atto di resistenza culturale, un invito a continuare la sua missione.

Il ricordo che deve vivere dentro di noi

Ricordare Giancarlo Siani significa non solo celebrare un giovane cronista caduto per la verità, ma interrogarci su quale sia il nostro ruolo oggi. Ognuno di noi può “portare avanti la sua penna”: raccontando le ingiustizie che vede, opponendosi alla cultura dell’omertà, difendendo chi è minacciato perché prova a dire la verità. Il coraggio di Siani non deve restare confinato in un anniversario o in una targa commemorativa.

Deve diventare un principio interiore, una bussola per affrontare i nostri tempi, spesso segnati da nuove mafie, da nuove forme di intimidazione e da vecchie paure. A quarant’anni dalla sua morte, Giancarlo Siani continua a parlarci. La sua storia non è chiusa: è una chiamata collettiva a non restare in silenzio. Perché il modo più autentico di ricordarlo è non smettere mai di scrivere, di denunciare e di avere coraggio.

Leggi anche: Pino Daniele e quel cuore che batterà per sempre

Tags
  • #Giancarlo Siani
  • #Giornalista
  • #Mehari Verde
  • #Memoria
Elisabetta Rota
Redazione Informare

Elisabetta Rota

Elisabetta Rota vive a Ponticelli in provincia di Napoli e studia Comunicazione pubblica, sociale e politica alla Federico II. La sua passione per la scrittura l'ha portata a prestare anche una grande attenzione per l'ambiente. È infatti volontaria presso l'associazione Fondalicampania con la quale si attiva per prevenire il fenomeno delle microplastiche. Attualità, territorio e ambiente sono i temi che tratta per Informare Online.

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