
Il giardino organico è una preziosa modalità alternativa per conoscere sin dai primi anni di vita il valore della natura e il rispetto verso l’ambiente.
Anche in questo ambito, come in tanti altri della formazione di ogni individuo, la scuola è un luogo fondamentale. Essa detiene un ruolo chiave nella trasmissione dei valori che potrebbero migliorare le condizioni di disastro ambientale in cui verte la Terra.
Un giardino organico all’interno del programma scolastico e formativo rappresenterebbe un’aula verde ricca di opportunità per l’apprendimento e la crescita degli studenti e delle studentesse. Lavorando sullo sviluppo di fattori ambientali come la consapevolezza ambientale e l’educazione allo sviluppo sostenibile, i giardini organici dovrebbero esistere in ogni scuola.
Per non citare le infinite possibilità di apprendimento, da parte degli studenti e delle studentesse, di materie come la botanica, la biologia stessa, l’ecologia, la conoscenza di un piano di alimentazione sano e naturale. E poi, nell’epoca della manualità digitale e dell’immediatezza virtuale, poter sperimentare la lentezza della vita della natura è un elemento prezioso per la salute mentale di tutti e tutte.
Un giardino organico è un’oasi di biodiversità e sostenibilità, dove ha luogo la coltivazione senza l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi, come pesticidi, fertilizzanti artificiali. Per comporlo è fondamentale, innanzitutto, pianificarne la realizzazione curando ogni passaggio: in quale area del plesso scolastico creare il giardino organico, con quale budget partire. Realizzare un giardino organico a scuola, inoltre, richiede la collaborazione di insegnanti, studenti e studentesse, genitori e personale scolastico e, perché no, il coinvolgimento del Comune di appartenenza o di enti locali pubblici o privati ai quali presentare il progetto per un supporto finanziario.
Un altro elemento importante è la scelta delle specie di piante da coltivare. Bisogna individuare le piante di stagione per poter cominciare col piede giusto e ridurre le probabilità cattiva riuscita dell’implemento dei bulbi delle piante che si sceglie di coltivare. Questa fase potrebbe essere preceduta, infatti, da un’ulteriore fase teorica e di ricerca all’interno delle aule: un approfondimento fatto da studenti, studentesse e insegnanti sulle tipologie di piante da poter coltivare, organizzando laboratori, workshop con ospiti e tante attività inerenti al tema.
Non si può ancora parlare di una vera e propria presenza di giardini organici nelle scuole italiane. Esistono, però, numerosi progetti comunali e nazionali che coinvolgono le scuole nella cura dei cosiddetti orti didattici.

Questi sono i numeri recentemente aggiornati dal progetto Slow Food, che vede la presenza e la cura da parte delle scuole segnalate nel grafico di orti didattici. È raro che questi siano direttamente organizzati all’interno dei plessi scolastici, ma è un punto di partenza dal quale lasciarsi ispirare.
Le cose più importanti sono, come spesso ci si ritrova ad imparare con il tempo, le più semplici. Anche se la natura non rientra, in realtà, tra gli ambiti più semplici del mondo poiché composta da un’insieme di meccanismi complessi e particolari, ciò di cui si può scoprire la semplicità e la spontaneità è il rapporto tra l’essere umano e la natura, primo campo ove questo ha sperimentato le tecniche che l’hanno portato a diventare l’essere umano di oggi (noi tutti e tutte). Lasciarsi insegnare dalla natura è, probabilmente, un percorso chiave per disinnescare quei processi di trascuratezza che stanno danneggiando profondamente il nostro inestimabile pianeta.
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