
In un mondo segnato da conflitti, diseguaglianze crescenti e crisi climatiche sempre più devastanti, l’eliminazione della povertà non può più essere considerata un obiettivo secondario. È questo il messaggio che l’Alleanza contro la povertà in Italia rilancia in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà (17 ottobre), invitando istituzioni e opinione pubblica a un cambio di passo urgente, culturale prima ancora che politico. Le sue proposte si articolano in quattro azioni concrete, rivolte a colmare i vuoti lasciati da anni di austerità e da recenti politiche di welfare sempre più selettive e insufficienti.
Secondo i dati più recenti della Banca Mondiale, la povertà estrema colpisce oggi circa 675 milioni di persone, in gran parte concentrate nell’Africa Sub-Sahariana. A livello europeo, il quadro non è meno allarmante: 23,2 milioni di persone vivono in povertà assoluta, mentre quasi 95 milioni sono a rischio di esclusione sociale. I minori risultano tra le categorie più colpite: 1 su 4 in Europa vive in condizioni di povertà. Ma il fenomeno attraversa trasversalmente anche donne e lavoratori poveri, con numeri in crescita costante.
L’Alleanza contro la povertà denuncia un peggioramento generalizzato, dovuto in gran parte all’adozione di politiche restrittive dopo la crisi del 2008, che hanno reso i sistemi di welfare meno accessibili e meno efficaci. In molti Paesi, l’accesso al sostegno economico è condizionato da requisiti rigidi e procedure complesse, lasciando fuori proprio chi ne ha più bisogno. La proposta chiave? Un reddito minimo europeo, già previsto dalla Strategia EU 2030, per uniformare le misure di contrasto e costruire finalmente una vera Europa sociale.
In Italia, la povertà assoluta coinvolge oggi 5,7 milioni di persone. Un numero raddoppiato negli ultimi dieci anni, mentre le nuove misure di contrasto – come l’Assegno di inclusione – raggiungono solo la metà dei precedenti beneficiari del Reddito di cittadinanza. “Siamo davanti a un’emergenza strutturale”, avverte Antonio Russo, portavoce dell’Alleanza.
Per questo l’Alleanza avanza quattro proposte: il rilancio di una misura universalistica per tutti i poveri assoluti; il miglioramento delle misure vigenti tramite emendamenti alla legge di Bilancio; un monitoraggio territoriale delle politiche attive; e un rinnovato approccio culturale al tema, per contrastare la retorica della colpevolizzazione dei poveri.
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