
Ottaviano, piccolo comune alle porte di Napoli, si è trasformato in un caleidoscopio di colori e culture. Grazie all’impegno di Legambiente e di un gruppo di giovani volontari provenienti da ogni angolo del mondo, la cittadina è diventata un laboratorio a cielo aperto, dove interculturalità e solidarietà si fondono indissolubilmente, intrecciandosi nel progetto di valorizzazione ed integrazione delle diversità e del rispetto degli ambienti naturali.
Per due settimane, la sede di Legambiente qui, bene confiscato alla camorra, è stata animata da un’energia contagiosa. Ragazzi e ragazze provenienti da Messico, Colombia, Germania, Giappone e Slovacchia, uniti da un proposito comune, hanno lavorato fianco a fianco per promuovere la cultura della legalità ambientale e costruire un futuro più sostenibile per il territorio.
Un percorso condiviso, per la salvaguardia e la tutela del patrimonio di biodiversità nelle aree protette del Parco Nazionale del Vesuvio, fatto di piccole e grandi azioni: dalla riqualificazione della sede di Legambiente e delle aree verdi del bene confiscato, faro di speranza e simbolo della lotta contro le mafie, alla partecipazione alle iniziative nazionali come “Puliamo il mondo”, promosse da Legambiente in collaborazione con le scuole del territorio.
Presupposto fondamentale per l’esercizio responsabile e consapevole dei principi di legalità e tutela ambientale, è stata indubbiamente la conoscenza dei fenomeni e del contesto d’azione. Leitmotiv centrale del progetto è, infatti, la costruzione di valori di cittadinanza attiva secondo una prospettiva più ampia ed unificante, nella convinzione che la conoscenza sia la chiave per comprendere la realtà e favorire un’azione concreta, attraverso una mobilitazione sinergica di mente, cuore e mani, cioè di dimensione intellettuale, emotiva ed operativa.
Il progetto ha promosso, dunque, occasioni di apprendimento non formale nell’ambito del “Percorso della memoria”, volte a cogliere la storia del territorio, ma soprattutto il valore della memoria responsabile attraverso un richiamo all’impegno nel presente.
Ottaviano non è stato solo un laboratorio di idee, ma uno spazio accogliente d’incontri, racconti e condivisione, una fucina creativa, spazio di co-creazione di nuove relazioni e progetti. I giovani volontari hanno condiviso le loro tradizioni culturali, culinarie e musicali durante le intercultural nights, creando un ponte tra culture diverse in un processo spontaneo d’inclusione e conoscenza reciproca. Un’esperienza indimenticabile che ha arricchito tutti coloro che ne hanno preso parte.
Pasquale Raia, responsabile aree Protette di Legambiente Campania, ha sottolineato l’importanza di queste iniziative: “Questi giovani sono un esempio per tutti noi. Con la loro passione e il loro impegno contribuiscono a creare un futuro migliore per il nostro territorio. Il campo di Legambiente ad Ottaviano è un’eccellente dimostrazione di come la tutela ambientale possa avere un impatto profondo sulla vita delle persone. Qui, i giovani imparano a valorizzare le relazioni, a sviluppare un senso di appartenenza alla comunità, costruendo una rete di solidarietà che rappresenta il vero cuore del nostro impegno.”
Grazie a questo straordinario progetto, ormai alla sua 20esima edizione, Ottaviano sta rinascendo. Un fiore all’occhiello per l’intera regione, un’esperienza di crescita più che un semplice percorso educativo, un esempio concreto di come sia possibile trasformare un territorio ferito dalla criminalità in un luogo di speranza e futuro. Un luogo dove le differenze diventano ricchezza e dove la solidarietà è la chiave per costruire un territorio migliore.
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