
Le narrazioni che circolano su Giugliano sono veramente tante. La terza città della Campania per numero di abitanti ed estensione territoriale si ricorda per essere stata il luogo di nascita e morte di Gianbattista Basile, scrittore di spicco dell’epoca barocca; per il vecchio legame che essa ha con la mela annurca, eccellenza enogastronomica regionale. Ancora, per essere la terra in cui si trova la tomba di Scipione l’Africano e anche per alcune tradizioni locali, come la “tammurriata” o il volo dell’angelo. Ai racconti con uno sfondo positivo ne corrispondono altri completamente opposti: negli anni Giugliano è diventata anche la città delle ecoballe (di cui abbiamo scritto in un recente numero ndr) e dei rifiuti in generale, a tal punto da essere inserita in quella porzione ampia di territorio campano denominata “Terra dei Fuochi”, o quella dove agli inizi del Duemila si insediò il famoso campo rom che non di rado occupa ancora le pagine dei quotidiani o le home page dei giornali online. Risultati, questi, scaturiti dalla cattiva gestione delle singole questioni da parte degli amministratori locali, regionali, ma anche nazionali, che si sono susseguiti negli anni. C’è però un’altra bella grana con la quale devono avere a che fare oggi i residenti giuglianesi, soprattutto del centro: l’aumento esponenziale della popolazione, con una serie di problematiche che stanno rendendo la città sempre più caotica, come il traffico o la riduzione dei servizi di cui possono disporre i cittadini.
L’approfondimento nasce da alcuni messaggi dei residenti giunti in redazione o comunicati di persona all’équipe di Informare. “A Giugliano il traffico regna quasi ovunque ed è difficile spostarsi nel centro storico”, “Le strade sono invase da auto quasi per tutto il giorno. È ancora peggio negli orari di punta, cioè quelli di ingresso e uscita dalle scuole e di ritorno da lavoro” sono le denunce di due cittadini. In effetti, è proprio così. È un dato di fatto: ci sono diverse strade del centro, tra cui Corso Campano, via Oasi Sacro Cuore, via Colonne, via Primo Maggio e via Arco Sant’Antonio su tutte, sulle quali si rimane spesso paralizzati nel caos e nello smog. Per non parlare di quando si verificano imprevisti o incidenti di qualunque tipologia e, dunque, c’è la necessità di chiudere qualche tratto stradale per lavori momentanei (episodi del genere sono accaduti più volte durante il mese di ottobre), circostanze che hanno reso ancora meno percorribili e praticabili le vie sopra indicate.
Quella del traffico è una delle conseguenze legate direttamente al numero sempre più alto di persone che decidono di risiedere qui e che scelgono la città come luogo di approdo da altri paesi della Campania. I dati Istat del 2021 testimoniano la presenza di più di 120mila abitanti, inclusa la fascia costiera che, grazie ad una percentuale più bassa di densità di popolazione, riduce quella complessiva che interessa tutta la città. L’istituto di ricerca stima anche che presto Giugliano avrà più abitanti di Salerno, diventando seconda soltanto a Napoli. Come è emerso da un rapporto di Legambiente Campania, pubblicato nel mese di luglio scorso, il territorio giuglianese è quello dell’area flegrea che ha visto più di tutti gli altri crescere la propria popolazione, fenomeno iniziato negli anni Settanta e causato, almeno in quel periodo, dai rischi e dalle paure dei cittadini dei paesi limitrofi relative al bradisismo, il che li ha spinti a spostarsi nella prima area vicina “più sicura”. Un caso che pare stia ritornando in auge dopo gli ultimi terremoti che hanno colpito la regione. Prendendo solo in considerazione il decennio 1991-2001, i residenti di Giugliano sono aumentati di ben 28mila unità, un numero stratosferico.

Ma la paura per il bradisismo non è l’unico fattore che nel tempo ha attirato tante persone a Giugliano. L’altro è il mercato immobiliare favorevole, con prezzi delle case stracciati se paragonati con quelli del capoluogo e della sua provincia. Un mercato incentivato dall’abusivismo edilizio e dall’illegalità che non hanno fatto altro che prosperare sul territorio. Difatti, nella città molte delle costruzioni effettuate negli ultimi quarant’anni non sono a norma e si trovano su terreni non edificabili, favorite dai bassi costi degli appezzamenti di terra e da un’edificazione scadente. Di conseguenza, gli spazi verdi si sono completamente azzerati, discorso che vale in primis per il centro cittadino. Per questo motivo, l’insediamento verificatosi qui dal secolo scorso non è del tutto regolare, ma soprattutto non era parte dei piani originari dei sindaci che hanno amministrato il territorio. Ad oggi la situazione è quasi emergenziale: la rete stradale giuglianese, pensata e pianificata per un numero molto più basso di residenti, non riesce più a soddisfare le esigenze di mobilità dei cittadini, che preferiscono ancora troppo spesso spostarsi con automobili e scooter. Il problema dei tanti abitanti può inoltre incidere sui servizi destinati alla cittadinanza (raccolta dei rifiuti, ospedali, scuole ecc.) che, riducendosi per il sovrappopolamento, abbassano anche la qualità della vita. Pertanto, Giugliano ha bisogno al più presto di una nuova mobilità, almeno per rendere vie e strade più vivibili e praticabili, che non sia basata su criteri autocentrici e che prediliga la sostenibilità.
Informare ha esposto la questione al Prof. Roberto Gerundo, docente di Tecnica urbanistica presso l’Università di Salerno e assessore all’Urbanistica del Comune di Giugliano, che insieme a tutta la maggioranza targata Nicola Pirozzi sta preparando il PUC, altro argomento caldo del momento. Il Piano Urbanistico Comunale dovrà essere approvato entro la fine dell’anno. «Siamo in attesa del regolamento attuativo della Legge regionale 5/2024, che ci consentirà di fare un PUC ancor più organizzato secondo i criteri di risparmio di suolo e di rigenerazione urbana – esordisce ai nostri microfoni Gerundo, al quale comunichiamo i messaggi di denuncia dei cittadini arrivati in redazione – Ormai siamo nella fase di freno della grande espansione urbana degli anni Ottanta e Novanta. Mentre in passato si consumava suolo, oggi imponiamo che ad ogni nuova costruzione sia realizzata almeno una superficie uguale di verde attrezzato. Al momento stiamo gestendo una delicata fase di transizione, con il passaggio dal precedente regime urbanistico al nuovo, che deve essere quanto meno traumatico possibile per i cittadini».
L’assessore hai poi affrontato il problema traffico e parlato delle possibili soluzioni per un nuovo tipo di mobilità, partendo da una triade di scelte da fare: «L’amministrazione Pirozzi ha il pregio di aver varato il controllo della sosta, unico modo per razionalizzare l’uso delle strade e delle aree di parcheggio, per consentire rapidamente la rotazione dei posti auto e per non avere occupazioni parassite. Altro discorso, che desta difficoltà in tutte le città del mondo sviluppato, sono le forme di pedonalizzazione e le zone a traffico limitato, un’altra prospettiva a cui puntiamo. Terza strada da percorrere, che però deve ancora essere messa in programmazione, è creare tutte le possibilità di mobilità più sostenibile: monopattini elettrici, rete di bike sharing, skate sharing. Cose che già vediamo in altre città».
Quella delineata dal Prof. Gerundo è una prospettiva che guarda coraggiosamente al futuro se si pensa all’attuale stato in cui versa la mobilità delle strade giuglianesi. Tuttavia, c’è da dire che negli ultimi anni qualche passo è stato compiuto: dal miglioramento delle condizioni della stessa rete stradale alla maggiore sicurezza dovuta ai passaggi pedonali rialzati per l’abbassamento della velocità delle automobili, dalla creazione di playground al recupero di aree verdi. «Abbiamo in programma anche altre operazioni. Purtroppo, Giugliano è rimasta abbandonata per troppo tempo. L’ipotesi è di avere un lunghissimo periodo di stabilità politica e di buon governo, di almeno una decina di anni. È il periodo, per la mia esperienza, che risulta necessario per lasciare un’impronta positiva su una città. Bisogna continuare su questa strada» conclude l’assessore.
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