
La Campania sarà la vetrina del grande teatro nazionale e internazionale, ospitato nei luoghi simbolici della bellezza e della storia campana. Andrà in scena per un mese, a partire dal 13 giugno, la diciottesima edizione del Campania Teatro Festival, che vedrà più di 150 eventi programmati in 31 giorni, con 68 debutti assoluti. Una grande festa all’insegna di scenari inconsueti e stravaganti, rappresentati in opere inedite inscenate da artisti italiani e internazionali, accompagnati dai lavori sopraffini dell’artista Mimmo Paladino.
Gli spettacoli di quest’anno seguiranno il tema della pace a testimonianza del ruolo sociale che l’arte può e deve esercitare, veicolando le giuste pulsioni emotive e l’ossigeno vitale per ogni democrazia. Le rappresentazioni andranno in scena in cornici mozzafiato, tra cui il Parco Pinetamare di Castel Volturno.

Tra gli artisti internazionali ci sarà il greco Euripides Laskaridis, che ha ribadito il ruolo del teatro in territori minati dalle disparità sociali come quello della Grecia post-crisi. La resilienza necessaria per diffondere l’arte e la cultura è ben definita nella sua opera “Lapis Lazuli”, che sarà inscenata il 15 e 16 giugno al teatro Mercadante di Napoli. «Il teatro ha sempre offerto uno spazio raro in cui le persone possono ritrovarsi e confrontarsi con la realtà. Posso dire per esperienza personale che, durante la crisi greca, la comunità delle arti performative è diventata una sorta di rifugio creativo, politico e profondamente umano.
Era un periodo in cui nascevano nuove idee, e quegli incontri hanno plasmato molto di ciò che vediamo oggi in Grecia. In tempi di crisi come in tempi di calma, il ruolo del teatro è quello di scuotere, di sfidare, di connetterci a ciò che conta davvero: l’idea fragile e preziosa che siamo una sola comunità» racconta ai nostri microfoni l’artista. «Lapis Lazuli parla di trasformazione e della difficoltà di compiere delle scelte. Prende il nome dalla pietra blu, apprezzata da secoli per il suo colore intenso e ipnotico. Quel che è interessante è che il colore si rivela solo quando la pietra viene frantumata. C’è qualcosa di poetico in questo. La pietra ha attraversato il tempo e le culture: dalla Mesopotamia alla Grecia antica, passando per il Rinascimento fino all’arte moderna. E ha una qualità singolare: sotto pressione si comporta in modo imprevedibile. Quest’idea è diventata centrale per lo spettacolo».

Il 12 luglio, nel Parco Urbano Pinetamare, di Castel Volturno, andrà in scena invece lo spettacolo “Le mill’antigoni”, a cura di Christian Costa e Antonio Nardelli. Il progetto, in collaborazione con il teatro “Folli Idee”, vedrà la partecipazione dei ragazzi di Grazzanise e Castel Volturno, che saranno i protagonisti della rivisitazione dell’Antigone di Sofocle. Il fine ultimo dello spettacolo sarà quello di dare la possibilità ai ragazzi di esprimere la propria vitalità, anche in luoghi aridi di arte, creando connessioni e legami tra i giovani attori e la terra che ha offerto loro ospitalità. Eventi come questo, spiega Christian Costa, «sono di una rilevanza inimmaginabile, poiché è inconcepibile che un evento di tale portata possa coinvolgere nuovamente realtà come quella di Castel Volturno, e questo non può bastare». Se è vero che la natura del teatro sociale è quella di addentrarsi capillarmente nelle realtà territoriali, è anche vero, però, che non si fa abbastanza nella quotidianità per favorire esperienze simili.
«C’è stato – continua Costa – un gran riconoscimento da parte del pubblico di Castel Volturno per le opere inscenate negli ultimi anni nel Parco Pinetamare, a dimostrazione che i cittadini pretendono di godere, seppur in ambienti ridotti e non adatti al fine, di esperienze che dovrebbero essere garantite a tutti, anche nelle periferie».
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