
I numeri del nuovo rapporto di Coldiretti, Eurispes e Fondazione Osservatorio Agromafie, evidenziano come il giro d’affari delle agromafie sia raddoppiato, recuperando in breve tempo il terreno perso dopo il Covid.
Il 20 maggio a Roma è stato presentato l’ottavo rapporto di Coldiretti, Eurispes e Fondazione osservatorio agromafie. Il documento evidenzia come il business criminale delle agromafie continui a crescere, generando profitti sempre più rilevanti per le organizzazione mafiose. Le attività illecite si stanno espandendo a nuovi settori: dal caporalato – che ora si fa sempre più transnazionale anche con il “trucco” delle imprese “senza terra” – alla falsificazione di prodotti alimentari fino all’usura e al cybercrime.
Il caporalato esercitato dalle agromafie, continua a rappresentare una grave piaga nel settore agricolo, dove si fa ampio ricorso a manodopera straniera, spesso sfruttando lavoratori immigrati privi di tutele e diritti fondamentali. Una delle novità rilevanti emerse dal rapporto è la nascita di agenzie di intermediazione della manodopera, spesso gestite da organizzazioni transnazionali che, sfruttando anche provvedimenti come i decreti flussi, organizzano l’arrivo di lavoratori (spesso dal subcontinente indiano, soprattutto India e Pakistan) in cambio di somme di denaro.
Le agromafie approfittano delle crisi economiche e internazionali per rafforzare la propria presenza nel settore agroalimentare. Grazie alla loro enorme disponibilità di liquidità, offrono credito illegale a condizioni usurarie e acquisiscono con facilità aziende in difficoltà, utilizzandole anche per riciclare denaro sporco. In un contesto segnato da aumento dei costi, scarsità di risorse e difficoltà di accesso al credito, molte imprese agricole – pur facendo parte del sistema virtuoso del Made in Italy – si trovano in una condizione di estrema vulnerabilità. Questo consente alle organizzazioni mafiose di imporsi non solo sulla produzione primaria, ma lungo tutta la filiera: dalla terra ai fondi pubblici, fino allo sfruttamento della manodopera. Le infiltrazioni si estendono anche alla ristorazione, ai mercati ortofrutticoli e alla grande distribuzione, spesso attraverso frodi alimentari e vendita di prodotti adulterati o privi di etichettatura, in particolare nei canali low-cost.
Alla presentazione dell’ottavo rapporto agromafie, viene annunciata l’iniziativa promossa da Coldiretti. Sarà piantato un ramoscello dell’Albero di Giovanni Falcone sui terreni confiscati al clan dei Casalesi come simbolo della lotta contro tutte le mafie. Coldiretti ha deciso, spiega la stessa confederazione in una nota, “di donare l’albero alla Cooperativa Sociale Terra Felix”. Un acceleratore di attività e di progetti culturali e sociali a vocazione ambientale attivo nell’area che si estende dalla periferia nord di Napoli a quella sud di Caserta. Vincitrice del premio all’innovazione Oscar Green, la cooperativa promuove iniziative educative, sociali e ambientali anche su beni confiscati alla camorra, coinvolgendo persone con disabilità, giovani, scuole e comunità locali.
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