
Una nuova normativa impone agli influencer di possedere qualifiche rilevanti per poter parlare di argomenti delicati come medicina, legge, economia e istruzione. È questa la nuova trovata del governo cinese che ha l’obbiettivo di prevenire la divulgazione di contenuti falsi e dannosi in settori importanti dove le conseguenze possono essere gravi. Dall’altro lato, però, i critici hanno attaccato questa scelta, paragonandola a una trovata autoritaria che limita l’accesso libero al discorso pubblico e stabilisce criteri che potrebbero usare per silenziare voci indipendenti..
La nuova normativa è stata fortemente voluta dal Cyberspace Administration of China (CAC). Il suo scopo è quello di rispondere ad un problema reale che la pandemia da COVID-19 e la diffusione dei social media hanno portato anche in Europa, ovvero la circolazione incontrollata di fake news e consigli errati soprattutto in campo medico.
Più specificatamente, gli influencer già attivi hanno avuto a disposizione circa due mesi di tempo per caricare le proprie qualifiche e superare la verifica per evitare che i propri account vengano rimossi o limitati. Ogni piattaforma è obbligata a segnalare e bloccare chi pubblica contenuti su medicina, salute, diritto finanza ed educazione senza che possegga i requisiti richiesti. Ed infine, ogni contenuto dovrà riportare con chiarezza le fonti e le basi scientifiche o giuridiche utilizzate.
Sono vietate le pubblicità occulte di prodotti farmaceutici, integratori o strumenti finanziari mascherate da consigli di esperti. Adesso gli algoritmi cinesi favoriscono la visibilità dei contenuti verificati e penalizzano quelli senza certificazione. Gli utenti che si spacciano per esperti rischiano la chiusura immediata del profilo o addirittura l’interdizione permanente dalla piattaforma.
Proprio tra gli influencer la reazione è stata divisiva. Alcuni di loro sono d’accordo con la misura adottata, credendo che quest’ultima possa aumentare la qualità dell’informazione online. Altri invece denunciano l’ennesima censura che restringe ulteriormente la libertà di espressione e di critica sul web.
Secondo il governo cinese, la figura dell’influencer non può più essere lasciata senza regolamentazione in settori così delicati. Per questo motivo, occorrono garanzie di competenza, oggettività e responsabilità. Le nuove regole impongono, infatti, a chi vuole divulgare di esibire una qualifica e di farla certificare dalle piattaforme stesse. Queste ultime saranno direttamente responsabili della verifica
Bisogna ricordare che in Cina il controllo sull’informazione pubblica è più stringente rispetto alle altre nazioni, sia verso gli oppositori che sull’economia e la società civile. Tuttavia, il rischio è che la mossa di Pechino potrebbe essere vista come un esempio per l’Occidente a causa dell’aumento di influencer ed esperti improvvisati.
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