
Gli studenti casertani scelgono sempre di più altri atenei universitari: la Vanvitelli perde iscritti sul territorio.
Secondo un’indagine di Talents Venture, gli studenti casertani hanno l’abitudine di migrare in altri atenei a discapito dell’Università Vanvitelli. In Campania è un trend che riguarda soltanto Caserta: nelle altre province, il tasso di passaggio vede una regolare corrispondenza tra provincia del liceo e provincia degli studi universitari. La Campania, infatti, presenta uno dei tassi più alti di fedeltà territoriale, l’87%. Gli studenti casertani, al contrario, si muovono soprattutto verso la Federico II di Napoli, ma si evidenzia un trend del 5% anche per la Sapienza e tra il 2-3% per la Cattolica di Milano. Lo studio in oggetto stima che la riduzione potenziale degli immatricolati «in sede» entro il 2030 sia del 14%. Questo dato posiziona la Vanvitelli tra le 15 università con la percentuale più alta in Italia.
La sfida cruciale per la Vanvitelli, quindi, sarà quella di migliorare il valore attrattivo dell’offerta formativa. Innanzitutto, i dati dell‘USTAT dimostrano un chiaro dislivello tra numero di studenti per laurea triennale (12.376 iscritti) e numero di studenti per laurea magistrale (3.200 iscritti). Per quanto riguarda gli studenti internazionali, poi, ogni anno si evidenzia un incremento rispetto al tasso dell’anno precedente: 357 nel 2019/20, 410 nel 2020/21, 571 nel 2021/22, 871 nel 2022/23 e 956 nel 2023/24. Per quanto questo sia un dato positivo, tuttavia, è importante notare come il tasso sia comunque molto inferiore rispetto al totale di iscritti. Nel 2023/24, infatti, gli studenti internazionali iscritti ad un corso di laurea erano 956 su 22.948 iscritti totali, contro i 1.504 della Federico II.
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