
Sulla facciata di Palazzo Giusso, la sede dell’ateneo l’Orientale nel centro storico di Napoli, gli studenti appartenenti al Collettivo Autorganizzato Universitario (CAU) hanno esposto una bandiera palestinese a sostegno della Palestina. Gli studenti affermano: «È un modo per riaccendere il dibattito e fare luce sulle cause reali di ciò che sta accadendo e denunciare l’opera di pulizia etnica ed occupazione militare perpetrata da Israele».
Alcuni studenti dell’Università di Napoli l’Orientale hanno deciso di mandare un messaggio a sostegno della Palestina, esponendone la bandiera sulla facciata di Palazzo Giusso. Nella sede del centro storico di Napoli, questo vuole essere un chiaro segnale di solidarietà al popolo palestinese da parte del Collettivo Autorganizzato Universitario.
Il tema del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese è tornato rilevante sabato mattina, quando un attacco a sorpresa su larga scala ha colpito varie città israeliane. A capo dell’operazione c’è Hamas, un’organizzazione militare para-governativa, che si è resa colpevole di è rapimenti, stupri e violenze e oltre 1000 morti.
Gli studenti del CAU hanno infatti voluto sottolineare la necessità di “inserire le cose nel giusto contesto” e sottolineano come questa violenza sia “frutto e conseguenza di decenni di dittatura militare a cui i palestinesi sono sottoposti”. A fronte dei recentissimi attacchi partiti dalla Striscia di Gaza, questo simbolo prende una chiara direzione: “Mostrare la bandiera palestinese dall’università è un modo per riaccendere il dibattito”. Nella conclusione, la nota del collettivo fa riferimento alla fine dell’occupazione coloniale della Palestina come soluzione al conflitto.
Se da un lato, gli studenti e le studentesse del CAU non accennano agli atti di violenza di Hamas nel loro comunicato, anche la copertura dei media tradizionali del conflitto è estremamente faziosa. A poche ore da quella che si preannuncia come la terza intifada palestinese, non è ancora chiaro quanto Hamas sia effettivamente riconosciuta e supportata dai palestinesi stessi.
Tuttavia, il governo israeliano non ha esitato a dichiarare l’assedio totale di Gaza, mettendo a rischio quasi 2 milioni di vite, private di cibo, acqua e carburante. Il Premier israeliano di estrema destra Netanyahu ha ripetuto ben tre volte, durante il comunicato ufficiale trasmesso live, che “Israele si trova in una guerra che non voleva”.
L’esercito di Tel Aviv sta cercando proprio in queste ore di prendere il controllo totale del territorio, che probabilmente avverrà con un’invasione via terra. Questa decisione avrà effetti estremamente duri sulle popolazioni civili della zona che da anni, come ricordano gli studenti, sono vittime di pulizia etnica.
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