
Dall’11 luglio fino al 30 agosto, alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli saranno in mostra a Roma, alla Muciaccia Gallery Project. Tra gli studenti ci sono Paola Del Gaudio, Alessandra Rita Carannante e Mario Rosario De Filippis.
L’opening della mostra è stato un momento di collaborazione tra studenti, docenti e la galleria d’arte contemporanea, che offre ai giovani artisti la possibilità di emergere nel panorama artistico italiano. La Chiamata alle Arti 2024 è la quarta edizione di questa iniziativa, che ha coinvolto 12 Accademie di Belle Arti in Italia, selezionando 24 studenti provenienti da queste.
L’obiettivo della mostra è «dare visibilità e sostegno alla creatività degli studenti» secondo Mario Rosario De Filippis, tra gli artisti emergenti provenienti da Napoli.
Partito come autodidatta dai graffiti, passando poi per i tatuaggi, Mario è approdato alla pittura. Sotto la proposta del Professore Pietro Gatto, Mario Rosario De Filippis ha presentato l’installazione Discrepanza, fatta di quattro sculture e due fotografie. Secondo De Filippis, l’opera «non è una denuncia ai social media, piuttosto una critica alla continua ricerca della felicità dell’uomo, che viene amplificata dai social media».
La figura scolpita da De Filippis -metà uomo metà piccione- è un mutante urbano, a significare l’adattamento dell’uomo in un ambiente ostile, come quello della città. Per questo motivo, l’artista ha creato quattro sculture uguali tra loro, criticando «il circolo vizioso che uccide l’unicità». L’opera ha quindi «l’intento di provocare e allo stesso tempo mettere in allerta su come funziona il mondo e come ci siamo adattati ad esso».
Per Paola Del Gaudio, studentessa al terzo anno di Pittura a Napoli, si trattava della prima esposizione in una galleria. Del Gaudio ha dichiarato che «è stato bello entrare in contatto con altri ragazzi di altre Accademie», scoprendo prospettive differenti dalla sua e potendo dare il proprio punto di vista al pubblico.
L’opera presentata dalla giovane è una fotografia di nudo sotto un telo trasparente, intitolata The Flesh Is Weak. Conservando un duplice significato, l’istallazione coinvolge chi guarda. Secondo l’artista, la carne è debole sia perché è modificabile, «sia perché l’opera spinge l’osservatore ad avvicinarsi, a cadere nella tentazione di guardare la foto che c’è dietro».
Anche Alessandra Rita Carannante è una giovane studentessa di Pittura, che si è detta soddisfatta e contenta della mostra, che le ha dato modo di «circondarsi di persone che vivono di arte», che non è scontato.
L’opera di Carannante selezionata dalla Galleria Muciaccia, dal titolo Era De Maggio, è una pittura ad olio datata 2023. L’artista si è detta «ispirata alle poesie di Salvatore di Giacomo». Con il suo quadro Carannante cercava di catturare i temi espressi dal poeta napoletano, che secondo la pittrice attengono alla complessità del quotidiano: «all’interno della nostalgia, scoprire un elemento di riflessione».
Alessandra ha scelto di limitare la palette di colori «al bianco, al nero e al rosso per creare un forte contrasto visivo e simbolico». Mentre il bianco rappresenta l’innocenza e l’attesa, il nero è il dolore dell’animo umano. Invece il rosso è l’unico elemento di colore che spicca nel quadro, richiamando alla dolcezza e alla sensualità. L’utilizzo del bianco e nero non è una novità per Alessandra, che spesso si rifà a questa tecnica per esprimere un tipo di autenticità che non sempre i colori riescono a trasmettere.
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