
Sono iniziati i lavori per l’ampliamento della 57esima base NATO, situata in Mihail Kogalniceanu, vicino alla città portuale di Costanza sul Mar Nero, che diverrà la più estesa di sempre.
Già rinominata “la nuova Ramstein” in riferimento alla base in Germania, la più grande di tutte, almeno fino a quando sarà completata quella in Romania, che si stima sarà, con i suoi 2800 ettari di area, più grande del 20%.
Perchè gli Stati Uniti hanno avviato questa scelta strategica apparentemente pro-Ucraina, nel periodo in cui il congresso americano blocca i fondi per Kiev? Qual è lo scopo nello spostare il nucleo centrale dell’Alleanza Atlantica al confine con una zona strategica di Mosca, soprattutto in concomitanza con le dichiarazioni post-elezioni di Putin che ha aperto a negoziati pacifici? E ancora, qual è il senso di costruire questa base in funzione della guerra russo-ucraina, se la fine dei lavori è prevista per il 2026, quando secondo gli analisti la guerra sarà già bella che finita?
Proprio a Ramstein è intervenuto il Segretario della Difesa degli USA Lloyd Austin, in occasione della riunione che ha ultimato l’inizio dei lavori per la base Nato in Romania, che ha dichiarato “Oggi la sopravvivenza dell’Ucraina è in pericolo e la sicurezza dell’America è a rischio” ma soprattutto ha aggiunto di essere “pienamente determinato a mantenere il flusso di assistenza e munizioni per la sicurezza degli Stati Uniti. E questa è una questione di sopravvivenza e sovranità per l’Ucraina ed è una questione di onore e sicurezza per l’America”. Parole che cozzano con l’attuale contesto americano che vede il congresso porre un veto nella cessione di fondi a Kiev, e che aiutano quindi a corroborare la tesi che questa scelta strategica derivi da un’intenzione puramente politica di favorire l’escalation e di porre alle strette il Cremlino, fomentando le tensioni contro la Russia.
Dispiace che la scelta di questa nuova base Nato sia avvenuta proprio in concomitanza con le parole di Putin post-elezioni che lo hanno visto trionfare (con elezioni totalmente incentrate soltanto sulla sua candidatura). Lo “Zar” aveva appena dichiarato di essere favorevole alla creazione di una zona cuscinetto e di negoziati pacifici. Subito dopo gli USA avviano i lavori per la più grande base Nato mai creata, in una zona strategica per Mosca, spendendo 2,7 mld e prevedendo una capacità di 10.000 militari. Capacità massima che tra l’altro sarà raggiunta solo nel 2040, e la base finirà in ogni caso i lavori nel 2026. Date che non si sposano con le previsioni degli esperti, che stimano la fine della guerra russo-ucraina proprio per il 2026.
Il leader ha effettivamente fatto intendere molte volte la sua volontà di non fermarsi all’Ucraina e di voler riunificare i paesi russofoni. Gli esperti però ci dicono che questa volontà si scontra con la realtà socioeconomica russa, che ridimensiona il pericolo di una effettivo folle assalto putiniano, alquanto improbabile. Perchè allora la scelta di intensificare la difesa militare al confine con la Russia? Tale scelta ha ovviamente già fatto scattare la risposta del Ministero degli Esteri di Mosca dove ha fatto sapere di tenere tutto in considerazione in fase di pianificazione militare. Il tutto nello stesso periodo in cui i leader europei stanno confermando la volontà di prepararsi al conflitto contro Mosca.
Appare chiaro che nessuna delle parti in gioco in questo scenario geopolitico sembra disposto a vedere una soluzione diversa dalla guerra.
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