
Colossi tech come Google puntano sull’atomo per alimentare l’AIe altri servizi. Google ha recentemente annunciato l’acquisto di sette piccoli reattori nucleari dalla californiana Kairos Power. Questa mossa segna l’ingresso del colosso di Mountain View nel settore dell’energia atomica, seguendo l’esempio di altri giganti tech come Microsoft e Amazon che si affidano a data center alimentati da reattori nuclari.
Google acquista reattori nucleari per far fronte alla crescente domanda energetica generata dall’intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale sta divorando quantità sempre maggiori di elettricità. Le aziende tecnologiche si trovano quindi a dover fronteggiare un fabbisogno energetico in rapida crescita.
In questo contesto, Google acquista reattori nucleari come soluzione per garantirsi una fonte di energia pulita e costante. I reattori acquistati da Google sono Small Modular Reactors (SMR), progettati per offrire maggiore flessibilità e sicurezza rispetto agli impianti tradizionali. Tuttavia, presentano anche alcune limitazioni in termini di economia di scala e posizionamento. Nonostante ciò, Google acquista reattori nucleari puntando sui loro vantaggi in termini di affidabilità e basse emissioni.
L’accordo tra Google e Kairos Power segna un importante passo verso l’indipendenza energetica delle grandi aziende tecnologiche che diventano ogni anno sempre più energivore. Tuttavia il dibattito sul nucleare rimane acceso.
L’energia nucleare di fatto è quella più efficiente in termini di energia ed emissioni, soprattutto in vista degli enormi consumi delle AI e i giganti dell’hi-tech vedono in questa tecnologia una risposta alle loro crescenti esigenze energetiche. I prossimi anni, sempre più segnati dalla crisi climatica, vedranno di fatto nuovi attori che decideranno il destino climatico: gli stati e i colossi dell’industria.
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