
Di recente è stato varato un divieto che proibisce la coltivazione di carne sintetica nel nostro Paese. Ma è davvero una decisione giusta, o piuttosto una mossa affrettata? Il mondo si evolve rapidamente, e con esso anche le tecnologie alimentari che ci circondano. Una di queste innovazioni recenti riguarda la produzione di carne artificiale bovina, coltivata, una soluzione che potrebbe rivoluzionare l’industria alimentare, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale e garantendo una fonte sostenibile di cibo. La carne artificiale è prodotta in laboratorio a partire da cellule staminali di origine animale, opportunamente coltivate.
Il processo di produzione della carne artificiale inizia con la raccolta di cellule staminali da un animale vivo o da un pezzo di carne fresca. Le cellule vengono quindi isolate e coltivate in un bioreattore dove iniziano a formare filamenti di tessuto muscolare. Questi filamenti vengono poi combinati per formare un pezzo di carne artificiale. La carne artificiale può essere prodotta in qualsiasi forma, come hamburger, bistecche o salsicce.
In un panorama così “complesso”, Il governo boccia la carne coltivata. Il divieto è legge in Italia. L’Aula della Camera con 159 sì, 53 no e 34 astenuti, ha approvato in via definitiva il disegno di legge che vieta il commercio e la produzione nel nostro Paese di carne e altri alimenti ottenuti in laboratorio. La nuova normativa proibisce, quindi, la produzione e la commercializzazione di alimenti e mangimi derivati da colture cellulari o tessuti di animali vertebrati e vieta l’uso del termine “carne” per prodotti trasformati contenenti proteine.
La carne artificiale è ancora in fase di sviluppo, ma sta diventando sempre più popolare. Negli Stati Uniti, la carne artificiale è già disponibile in alcuni ristoranti.
Le autorità competenti, come la Food and Drug Administration (FDA), ha già autorizzato la commercializzazione della carne negli Usa. Secondo alcune autorità, con le attuali ricerche scientifiche la carne coltivata è sicura per l’uomo e ha un impatto ambientale positivo, in termini di consumo di suolo e gas serra. Per gli Usa questo è un vantaggio in termini di produzione commerciale.
Ad ogni modo, è presto per giudicare, sia per essere favorevoli che per vietare. L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), e l’OMS stanno valutando la sicurezza della carne coltivata per la salute umana. Alla voce di questi fatti un divieto legislativo contro le nuove tecnologie alimentari, è una mossa affrettata da parte del nostro paese e piuttosto una ipotetica difesa contro il made in Italy.
Il governo boccia la carne coltivata ma è presto per avere un giudizio, piuttosto sarebbe giusto riflette che in un mondo sempre più inquinato e con disuguaglianze è necessario quantomeno pensare ad un modo più etico e sostenibile di consumare la carne. Ancora oggi circa 345 milioni di persone vivono in povertà alimentare, la carne coltivata potrebbe essere una delle tante soluzioni “difficili” da trovare.
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