
La delirante marea arancione ci ha offerto, in occasione del GP d’Olanda, uno spettacolo meraviglioso. La muraglia orange è giunta da ogni dove per acclamare l’idolo di casa Max Verstappen, per il 13° appuntamento stagionale del mondiale di F1, sul circuito di Zandvoort.
Nelle qualifiche di ieri il numero 33 della Red Bull ha conquistato la pole lasciando il pluricampione britannico, Lewis Hamilton, indietro per soli 38 millesimi. La griglia di partenza di questa domenica vedeva quindi Max e Lewis in prima fila seguiti da Bottas, affiancato da Pierre Gasly e, in coda, le due Ferrari.
Non ha preso parte al GP di Zandvoort Kimi Räikkönen, il quale è risultato positivo al Covid-19 dopo aver annunciato il ritiro. Al suo posto, nella monoposto Alfa Romeo sul circuito olandese, Robert Kubica. La notizia arrivata dal pilota dell’Alfa Romeo ha sciolto quasi ogni dubbio sul futuro in casa Mercedes: l’assist fornito dall’annuncio di Räikkönen da quasi per certo l’arrivo di Bottas nella scuderia italiana e, di conseguenza, quello di George Russell finalmente in Mercedes. Si prospetta già un ancor più difficile campionato per Lewis Hamilton che dovrà avere a che fare con le sgomitate da parte del giovanissimo talento inglese.
Tutti schierati sulla griglia di partenza tranne Sergio Perez e Nicholas Latifi, partiti dalla pit lane a causa delle modifiche che i meccanici hanno dovuto apportare alle monoposto a seguito delle qualifiche. La partenza è intensissima: Verstappen cerca subito di staccare su Hamilton riuscendoci senza particolari problemi mentre le due Ferrari provano a tenersi strette la quinta e sesta posizione.
Giunti nel vivo della stagione, come avevamo già sottolineato in precedenza, quel che conta sono le tattiche. Dopo il pit stop di Hamilton e Verstappen, è Bottas a occupare la posizione di leader. La tattica in casa Mercedes sembra essere quella di rallentare in ogni modo il pilota olandese per permettere al campione in carica, Hamilton, di avvicinarsi quanto più possibile. Ma, dopo qualche giro da leader, al 30° Max riesce a riappropriarsi della sua posizione con Bottas che, probabilmente in modo del tutto involontario, finisce per rallentare anche il compagno di scuderia.
“Perché mi hai fermato se c’era tutto questo traffico?” questa la frase con cui, sul 40° giro Lewis ritorna dal secondo pit al circuito inserendosi nel traffico dei piloti doppiati. L’errore in casa Mercedes è palese, hanno sfilato a Lewis la possibilità di tentare il sorpasso su Verstappen, fermatosi qualche giro dopo.
Sullo scoccare del 48° giro sorgono altri problemi alle gomme per il numero 44 della Mercedes: i team radio di oggi per la scuderia tedesca sono un disastro, le lamentele si susseguono e le scelte operate non rendono tranquillo il pilota inglese, sempre troppo lontano da Verstappen e, a quanto pare, con le gomme eccessivamente usurate. L’ipotesi delle gomme usurate viene confermata infatti al giro 62: le gomme di sinistra – sia anteriori che posteriori – sono completamente andate e comportano un calo di prestazione per Hamilton e un assist perfetto per il numero 33 della Red Bull per guadagnare tempo sul rivale.
C’è poco da fare per Hamilton costretto, negli ultimi giri, a lottare anche per riconquistare il punto in più dovuto al giro veloce rubatogli dal compagno di scuderia. Un super Max Verstappen, avvolto dalla muraglia orange, trionfa sul circuito casalingo dopo aver corso una magnifica gara. Il pilota olandese riconquista la leadership del campionato con 224.5 punti, seguito da Hamilton a 221.5 e Valtteri Bottas a 123.
Il prossimo appuntamento con la F1 è domenica 12 sul circuito di Monza alle ore 15!
di Rossella Schender
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