
Ha suscitato non poco scalpore la recente notizia di una coppia omosessuale di italiani bloccata all’aeroporto di Buenos Aires, pronta a partire in direzione Londra con una neonata venuta alla luce dopo la gravidanza di una donna, a cui i due genitori si erano rivolti per la pratica di Gestazione per altri. Causa diversi giornali, quotidiani online nazionali compresi, che, probabilmente per motivi legati al clickbaiting, hanno associato il fermo alla nuova legge approvata dal governo Meloni lo scorso 16 ottobre, che rende la Gpa un “reato universale”, cioè perseguibile anche nei confronti di cittadini italiani che ne ricorrono in qualsiasi altro Paese dell’Unione Europea e del mondo intero. Chi ne fa uso, secondo la normativa, rischia da 3 mesi a 2 anni di reclusione e una multa che parte da 600mila e che può arrivare fino ai 2 milioni di euro. Ad esaminarla bene, però, la legge Varchi risulta impossibile da mettere in pratica sul campo.
Sfatiamo il primo tabù e facciamo chiarezza, visto che il compito di un giornalista è innanzitutto quello di fare una corretta e sana informazione, scevra da fini sensazionalistici e attacchi politici gratuiti. A questo proposito, è necessario dire che la coppia citata all’inizio dell’articolo non è stata bloccata a Buenos Aires a causa della nuova legge del nostro Paese, bensì per controlli della polizia argentina su un sistema di tratta di esseri umani, al vertice del quale ci sarebbero individui che sfruttano la Gpa per guadagnare somme di denaro in maniera illecita. Nel paese sudamericano la pratica non è affatto vietata, ma soltanto perché non regolamentata. Inoltre, la norma italiana non è retroattiva ed, essendo stata approvata il 16 ottobre, non cade sul caso in questione dei due genitori e sulla loro bambina, nata intorno al 9-10 ottobre, quindi prima dell’entrata in vigore.
C’è una domanda che sorge spontanea: come si fa a punire e, soprattutto, risalire a cittadini italiani che vivono in altri paesi, oppure semplicemente di transito, i quali decidono di affidarsi alla pratica per avere figli? Sembra che la nuova legge targata Meloni&Co., per cui la Gpa diventa, come detto, reato universale, non abbia l’obiettivo di beccare coloro che ne fanno utilizzo, ma che sia uno strumento o un mezzo volto al disincentivarne l’azione. Il termine reato universale è inapplicabile per vari motivi: in primis, perché nessuno Stato può decidere per gli altri; poi perché servirebbe un’équipe di monitoraggio e controllo impensabile, oltre al dialogo e al lavoro congiunto con le forze dell’ordine e di sicurezza di altri Paesi. Una mission impossible, come si suol dire.
Entrando nei meriti (in questo caso demeriti) della decisione, la legge può essere considerata una vera e propria follia, che non penalizza esclusivamente le categorie di persone verso le quali l’attuale governo di centrodestra nutre ostilità, come la comunità LGBT+, ma anche tutti i soggetti che non riescono ad avere figli. Si tratta di una mossa che, anziché guardare al futuro, prende le distanze da esso, lasciando l’Italia in quel limbo di conservatorismo da cui non riusciamo proprio a staccarci. Difficile, tra l’altro, farlo con un esecutivo di quest’orientamento politico. La Gpa non solo è una pratica in grado di regalare gioia e felicità a chi, per motivi biologici o complicanze e problemi, non può essere genitore, ma, così come l’immigrazione, è un’arma da “sfruttare” per combattere e contrastare la denatalità italiana.
Leggi anche Denatalità: la soluzione è l’immigrazione
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...