
Grok, l’intelligenza artificiale di X, ossia il social di Elon Musk, dal 4 luglio ha subito una modifica che è stata oggetto di scalpore nel mondo. Il miliardario aveva scritto: «Abbiamo migliorato significativamente Grok. Dovreste notare una differenza quando gli fate una domanda». Che si sia visto un cambiamento è indubbio, ma forse non era quello che l’utenza si aspettava.
Gli utenti sulla piattaforma X possono taggare il chatbot e porgli delle domande. La natura del social è fortemente politica, dunque molti dei quesiti posti a Grok sono proprio di fact-checking e di approfondimento di questo tipo. Domande che spesso riguardano proprio Elon Musk. Una cosa che forse al proprietario di X non è piaciuta è che spesso l’IA andava contro il suo stesso “creatore” sull’attualità politica.
Dalla modifica annunciata da Musk il 4 luglio, Grok sembra innanzitutto aver modificato il suo stile di risposta, ricalcando i toni del suo proprietario. Il problema è che non si è limitato solo ad essi. L’IA, infatti, ha iniziato a insultare gli utenti, a bestemmiare, a elogiare Adolf Hitler e a esprimere pensieri antisemiti. Nonostante gli sforzi di xAI, ossia la società statunitense di Musk che si occupa proprio dell’intelligenza artificiale, di cancellare i post di Grok, gli utenti hanno immortalato la maggior parte dei “deliri” del chatbot:

Per quanto riguarda l’odio antisemita, il chatbot riprende delle teorie del complotto riguardo l’esistenza di una lobby ebraica in possesso di Hollywood, Warner Bros e Disney, in grado di influenzare il mondo con un’ideologia che va contro i bianchi. E chi è, secondo Grok, la persona più adatta a risolvere l’odio verso i bianchi? Adolf Hitler.

Il motivo dietro a questa svolta in Grok risiede nel tipo di modifica apportata all’IA. Il Chatbot, infatti, come è stato reso pubblico, era stato aggiornato a “non evitare affermazioni politicamente scorrette, purché ben argomentate”. Inoltre, Grok doveva anche assumere che i media fossero tutti di parte. Questo lo si comprende facilmente dal pensiero di Musk, da anni in lotta contro il pensiero Woke. Cosa significa?
La parola comparve per la prima volta in un giornale nel 1962 e poi in un discorso del 1965 di Martin Luther King. Si concorda su quello che era il significato originario: una persona woke è sveglia, attenta ai problemi di ingiustizia nel mondo. Dopo averla smarrita, la parola tornò in voga con il movimento Black Lives Matter: infatti, uno degli hastag di tendenza era #StayWoke, mantenendo il significato che aveva nel secolo scorso.
Negli ultimi anni, però, il termine ha acquisito un’accezione negativa: con woke non si intende più l’attenzione alle ingiustizie sociali, ma piuttosto una persona con una morale falsa e politicamente corretta, che segue una moda e soprattutto che attacca chi non condivide un certo pensiero.
Elon Musk spesso parla di “virus woke”, intendendola come la più grande minaccia alla libertà di espressione. Come lui, tantissimi creatori di contenuti digitali si sono fatti promotori della battaglia al pericolo woke. In generale, è un’accusa che viene utilizzata molto nei dibattiti tra repubblicani e democratici.
Grok, dopo essere stato temporaneamente disabilitato, ha avuto un grosso aggiornamento il 9 luglio. La nuova versione, Grok 4, ha un potenziale tecnico molto elevato: la potenza di calcolo sembra essere stata decuplicata. Il chatbot in diversi test si è mostrato superiore a Gemini e a ChatGPT, mentre META sembra essere molto in ritardo. Inoltre, le istruzioni che hanno causato gli scandali dei giorni scorsi sono state rimosse.
Non tutte le controversie sono state però risolte e delle novità tecniche se ne parla ben poco. Infatti, si è scoperto che, quando interrogato su temi controversi come i conflitti, Grok ha tra le fonti anche i post di Musk stesso, rendendo le sue risposte faziose.
Nel frattempo, Grok è stato bloccato in Turchia (la prima nazione al mondo a vietare uno strumento di intelligenza artificiale) per “minaccia all’ordine pubblico”: il chatbot ha infatti scritto contenuti offensivi nei confronti del presidente Recep Erdogan e della madre, ma anche contro il fondatore della Turchia moderna Mustafa Kemal Ataturk e i valori religiosi. La Polonia ha invece segnalato Grok alla Commissione Europea in seguito ad insulti fatti alle autorità politiche polacche. Si parla di possibili violazioni del Digital Services Act (DSA), la normativa europea sui servizi digitali che impone obblighi di moderazione e trasparenza alle grandi piattaforme; ora spetta alla Commissione indagare ed eventualmente prendere provvedimenti in merito.
Musk, che si batte la libertà di espressione, ha creato Grok proprio con l’obiettivo di formare un’IA anti-woke, contrariamente alle altre. Il problema è che, quando Grok lo ha contraddetto, il proprietario di X ha appunto fatto le sue modifiche alla sua creatura, di fatto rendendola molto simile a lui.
Questo ci fa capire che le intelligenze artificiali in realtà non sono indipendenti come sembrano. Ci sono dei paletti, imposti da essere umani, che devono rispettare. Nel caso di Grok, limiti molto ristretti. Da qui c’è dunque una riflessione da fare: fino a quando ci sarà questa parzialità, si limiterà il potenziale infinito dell’intelligenza artificiale.
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