
Gli Stati Uniti, sotto la guida di Joe Biden, hanno deciso di dispiegare varie armi in territorio tedesco, un alleato NATO, e il portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, ha risposto dichiarando che si tratta di passi verso la guerra fredda.
Il 10 luglio, alla riunione dei leader dell’Alleanza Atlantica nella seconda giornata del vertice di Washington, il presidente degli USA Joe Biden ha dichiarato che l’Occidente, gli USA e la NATO non sono disposti a cedere nemmeno un centimetro del proprio territorio e auspica che i paesi membri del patto transatlantico riescano ad aumentare la loro produzione industriale. L’ennesimo invito a nozze per le lobby delle industrie belliche. “Saremo in grado di produrre attrezzature di difesa necessarie più rapidamente – asserisce il presidente – e potremmo averne bisogno.”
Dunque, gli USA di Biden, dalla filosofia “armati se vuoi la pace”, hanno dispiegato dei missili a lungo raggio sul territorio tedesco. Perciò la strada per un accordo diplomatico o addirittura per una pace è sempre più lontana.
I missili in questione sono a media-lunga gittata: si parla di missili in grado di arrivare dai 500 ai 5.500 chilometri. Questa tipologia di missili era proibita dal Trattato per le forze nucleari a medio raggio, firmato nel 1987 dalla Russia di Mikhail Gorbaciov e dagli USA del presidente Ronald Reagan. Tuttavia, nel 2019 gli USA accusarono la Russia di star sviluppando un missile che avrebbe potuto violare il trattato e così ne uscirono. Durante lo scorso giugno, invece, il presidente Putin ha accusato la Danimarca, paese membro della NATO, di star perpetuando delle esercitazioni con queste stesse armi e, così, ha dichiarato la volontà di riprendere la produzione di armi nucleari a medio raggio. Fino ad arrivare al 10 luglio, quando è stata annunciata la reazione degli USA, una reazione che sa tanto di guerra fredda.
Di tutta risposta, il portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, dichiara che si tratta di «una seria minaccia per la sicurezza della Federazione Russa» e che sono necessarie «misure ponderate, coordinate ed efficaci per contenere la Nato». Mentre l’ex presidente russo Dmitry Medvedev mette in chiaro che da Mosca «l’impegno è di far scomparire l’Ucraina e la Nato». Dunque, dal Cremlino risulta chiaro che questa manovra “difensiva” e “preventiva” rappresenta una evidente minaccia e che si tratta di passi verso il ritorno della guerra fredda.
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