
Le false informazioni, notoriamente conosciute come fake news, rappresentano una categoria di notizie create intenzionalmente con l’obiettivo di trarre in inganno o manipolare il pubblico. Queste notizie ingannevoli possono esercitare una significativa influenza su varie scale, che vanno dalla sfera di una comunità locale fino a coinvolgere interi paesi e, in alcuni casi, possono persino diffondersi a livello globale. La loro diffusione e impatto sono direttamente proporzionali alla portata della notizia e al livello di interesse suscitato.
Attualmente, abbiamo assistito a un aumento significativo della diffusione di fake news, soprattutto in concomitanza con i conflitti internazionali, come quelli tra Israele e la Palestina o tra Russia e Ucraina. Questi contesti di tensione hanno fornito un terreno fertile per la creazione e la diffusione di contenuti manipolati. Sostenitori di entrambe le fazioni coinvolte nei conflitti hanno preso l’iniziativa nel condividere video e immagini di eventi bellici senza contestualizzazione, presentandoli come autentici anche se sono stati alterati o manipolati. In alcuni casi, sono stati creati account sui social media con l’unico scopo di far diventare virali tali contenuti, sfruttando l’attenzione globale rivolta a questi eventi.
Da non sottovalutare è anche il coinvolgimento di alcuni regimi governativi autoritari che, in occasione di tali conflitti, sfruttano la disinformazione come una leva per promuovere i propri interessi. Queste azioni possono avere conseguenze negative su una scala più ampia, influenzando la dinamica dei conflitti geopolitici e complicando ulteriormente la situazione internazionale. Anche in ambito elettorale il veicolare di fake news può andare a favore o sfavore di un determinato partito. Nel 2020 ad esempio, durante le elezioni USA, circolarono notizie non verificate su un presunto complotto denominato QAnon guidato da Trump che mirava all’arresto della Clinton.
D’altronde, le bufale trovano terreno fertile proprio nei periodi di crisi o di grande agitazione. Proprio come un virus, si diffondono velocemente “contagiando” chi non sa come difendersi. Durante gli anni della pandemia da Covid-19 sono tantissime le false notizie che sono circolate sui social e nei programmi televisivi, seminando panico e spavento. Ci fu una grande condivisione di finti articoli e studi non scientificamente approvati che sostenevano che la rete 5G faceva ammalare di Corona Virus.
Per contrastare la disinformazione non basta usare la regolamentazione, quest’ultima rischia di violare i diritti fondamentali della libertà di informazione ed espressione. Bisogna informarsi personalmente, controllare sempre le fonti di ciò che si legge, diffidare dai titoli sensazionalistici e affidarsi a prove concrete. L’educazione sul media literacy e l’uso critico delle informazioni sono fondamentali per contrastare le fake news e promuovere una comprensione più accurata degli eventi.
Per riconoscere se una notizia è vera o meno, affidati alle CSAFI ovvero:
In questo campo, infatti, l’IA non è d’aiuto. Non è raro trovare in rete immagini fasulle create appositamente per fuorviare gli utenti. Associare a un conflitto o ad un avvenimento culturale immagini sbagliate crea anche un problema di memoria storica.
Come accennato precedentemente, la disinformazione in merito alle guerre è vasta e in continua produzione. Per fortuna, esistono degli strumenti che analizzano il web e riconoscono e segnalano le notizie false. Wiseone, ad esempio, è un’estensione browser d’intelligenza artificiale capace di confrontare più fonti in merito ad un unico argomento e di suggerire articoli certificati e approvati da professionisti. NewsGuard, invece, è un team di giornalisti che analizza i siti d’informazione classificandoli in: affidabili, da consultare con cautela, satirici o umoristici, fonti non controllate o prodotte da utenti.
Attraverso queste piattaforme sono emerse come alcune informazioni sui conflitti in corso non siano vere. Circolavano, infatti, dei video secondo i quali Hamas ringraziava l’Ucraina per l’invio di armi donate dall’Occidente. In realtà, non esistono prove che affermino che le armi siano state effettivamente inviate dall’Ucraina. Ancora, un video di militari egiziani che si esercitano col paracadute è stato spacciato sui social come un video in cui i soldati di Hamas si paracadutano su Israele.
Verso la fine di aprile 2022, il Ministero degli Esteri ucraino ha emesso una dichiarazione in cui ha formulato l’accusa che vedeva la Russia coinvolta in atti di “furto di grano” oltre ad aver imposto restrizioni alle spedizioni provenienti dai porti ucraini. Vladimir Putin, l’ambasciatore russo negli Stati Uniti e altri funzionari russi hanno costantemente negato tali affermazioni avanzate dall’Ucraina. Tuttavia, esistono prove che sostengono che la Russia potrebbe effettivamente essere coinvolta nel traffico illegale di grano ucraino, soprattutto nelle regioni occupate di Kherson e Zaporizhzhia. Queste prove includono testimonianze dirette da parte di agricoltori nelle zone occupate, rapporti accurati da fonti giornalistiche affidabili e l’analisi di immagini satellitari.
Molte fake news vengono formulate con particolare attenzione, altre sono facilmente riconoscibili. In ogni caso, è un dovere per sé stessi e per l’informazione sana assicurarsi che ciò che si sta leggendo o guardando sia vero. Spesso, i protagonisti di queste notizie portatrici di disinformazione, sono proprio le persone che stanno vivendo situazioni di disagio e che non hanno i mezzi o il modo di difendersi e controbattere. Prevenire la circolazione di false notizie è un primo passo che ognuno di noi può compire per evitare che vengano create ulteriori menzogne e falsificazioni.
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