
Grazie al suo “lavoro eccezionale”, la scrittrice Han Kang dà voce alla Corea moderna, in particolare sul tema dell´emancipazione femminile. Han Kang é la vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura 2024. La scrittrice, conosciuta per il romanzo “La Vegetariana” del 2016, é la prima in Corea del Sud a ricevere questo Premio.
“La Vegetariana” di Han Kang è stato il primo libro dell’ autrice ad essere stato tradotto in inglese. Il romanzo le valse il Man Booker International Prize nel 2016. La prosa di Han é stata premiata dalla giuria del Premio Nobel per il suo “stile poetico e sperimentale”, che la rende un’ innovatrice della narrativa contemporanea.
Han Kang é anche la prima autrice coreana a ricevere tale riconoscimento, grazie ad altri successi internazionali come “Human Acts”, un romanzo del 2014 che riflette sulla Rivolta Gwangju del 1980, e “Europa”, pubblicato nel 2019. La cifra della scrittrice, definita “intensa” e “lirica”, é evidente quando decide di mettere nero su bianco i traumi della sua generazione
“Prima che mia moglie diventasse vegetariana, l’avevo sempre considerata del tutto insignificante sotto ogni aspetto.” – questa frase é l’incipit de “La Vegetariana”. Il romanzo segue Yeong-hye, una donna sposata apparentemente anonima, nella sua decisione di smettere di mangiare carne. Questa scelta, che in Corea del Sud é ancora impopolare, diventa il simbolo di una sovversione più profonda.
“E quindi era naturale che sposassi la donna più comune del mondo”- racconta suo marito, riducendo il matrimonio ad una mera convenzione, frutto di interessi gretti. La decisione della protagonista é tanto scioccante quanto più progressivamente distruttivo: mangiare carne per lei diventa impossibile, fonte di incubi terribili.
La storia, incentrata nella prima parte sulla vita di coppia dei due, diventa il racconto di una crescente ossessione, che sprofonderà Yeong-hye nella solitudine. Abbandonata dal marito e isolata dai famigliari, “la vegetariana” rifiuta di adattarsi alla normale esistenza che conduce con il marito, per diventare sempre più simile a una pianta.
La negazione della propria esistenza, la follia e l’esclusione sociale diventano le uniche vie d’uscita possibili per una donna che non era mai sembrata degna di nota. Il tema della metamorfosi e del desiderio si intrecciano in una storia densa, ma di grande potenza lirica. Han Kang interroga il lettore su cosa potrebbe succedere se si potessero realizzare tutti i propri desideri.
Il romanzo “La Vegetariana” é infatti una storia di oppressione femminile, che viene raccontata attraverso una prospettiva maschile. Le donne in Corea del Sud si confrontano infatti con una lunga tradizione di subordinazione, che ancora oggi viene riflessa dalla società. Rispetto al divario tra uomini e donne, la Corea del Sud é quasi agli ultimi posti rispetto a educazione, benessere e potere politico.
A partire dal secondo dopoguerra, ci sono stati dei cambiamenti nel Paese, per permettere alle donne di partecipare nel tessuto sociale ed economico, come la legge per il suffragio femminile del 1948. Tuttavia, il sostrato culturale coreano é ancora basato su vecchi stereotipi di genere, che determinano l’insoddisfazione e il divario socio-economico tra donne e uomini.
Il movimento femminista in Corea del Sud é una delle spinte più forti nella regione asiatica. Sebbene sia relativamente recente rispetto al corrispettivo occidentale, il movimento sta attraversando una fase di “rinascimento” che coinvolge le nuove generazione. Ciò é avvenuto in seguito ad un efferato femminicidio nella Stazione di Gangam nel 2016, dove un uomo si é appostato per uccidere deliberatamente una passante, giustificando poi il gesto con un sentimento di odio nei confronti delle donne in generale. Dopo che i media locali hanno descritto il gesto come un gesto isolato di follia, migliaia di donne hanno protestato, denunciando la misoginia coreana con l´hashtag #ISurvived sui social media.
Negli ultimi anni, molte donne coreane hanno preso una strada ancora più radicale. Il “4B movement” incoraggia le donne a boicottare qualsiasi relazione romantica o sessuale con gli uomini, vivendo e interagendo solo con donne. Le “4B” stanno infatti per i “quattro no” che si riferiscono agli appuntamenti, il sesso, il matrimonio e il parto.
Per le giovani femministe coreane, questo è il modo più semplice di mettere in discussione la misoginia insita nella società contemporanea. Questo fenomeno non è isolato, ma si rifà a una corrente più ampia, la “generazione Sampo“, che ha rinunciato a conformarsi alle aspettative sociali, come il matrimonio e i figli. L’enorme crescita economica vissuta dalla Corea del Sud negli ultimi 20 anni sta diventando un vero e proprio problema sociale.
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