
Mi domando se chi ha votato NO lo ha abbia fatto consapevolmente, conoscendo i concreti effetti che questa riforma della giustizia si prefissava. Perché tanti mi hanno rivelato di averlo fatto per antipatia al Governo, come forma di protesta, o per solidarietà a Gratteri, o ancora per contestarne la forma o il metodo (vedi Gratteri).
Se è così, c’è poco da dire. In fondo il voto è libero, anche se per nulla pertinente.
Sento altri dire: “Ma con questa riforma non si risolvono altri problemi della Giustizia.”
E che significa? Se una riforma non è finalizzata a risolvere tutti i problemi della Giustizia, non significa che sia sbagliata. È pretestuoso.
Non puoi pretendere di risolvere lo scibile del.diritto con una riforma.
Quando c’è stato il referendum sulla gestione dell’acqua, privata o pubblica, nel 2011, non mi pare che qualcuno abbia pensato di votare NO solo perché la Legge che si intendeva abrogare nulla statuiva in merito al rinnovamento delle infrastrutture idriche!
Se sei chiamato a decidere se sei o no favorevole alla separazione delle carriere, e alle altre riforme, non puoi optare per il NO solo perché la riforma non decide su altri aspetti della giustizia! Qual è la logica?
A questo punto auguro a quanti hanno votato “No” di non dover mai vivere sulla propria pelle le contraddizioni di un processo penale, perché, pur essendosi professati tanto a difesa della Costituzione forse non sanno che l’attuale sistema giudiziario non ne garantisce un principio cardine, ovvero che il processo si svolga tra parti uguali dinanzi ad un “giudice terzo” – art. 111 della Costituzione- cosa che purtroppo non accade proprio perché chi decide è strettamente legato, per carriera, attività sindacale, percorso di studi e di vita, a chi accusa.
Pensate ad un partita Napoli-Juve arbitrata da una persona di Torino.
La forma è sostanza.
Auguro a quanti hanno votato “NO” di non dover mai subire un arresto, un sequestro o un intercettazione non sorretta da elementi concreti, e dopo essere stato prosciolto al dibattimento, verificare che quel PM che lo ha indagato frettolosamente, o che quel GIP che ha recepito acriticamente le richieste del PM, ed ha sbagliato ad adottare un provvedimento in suo danno, non subirà alcuna conseguenza per il proprio errore.La riforma sarebbe servita proprio a colmare alcune di queste lacune.
L’Alta Corte di giustizia avrebbe sancito il principio che la responsabilità dei magistrati non può essere valutata da loro stessi, ma occorre un organo super partes. È questo il principio della separazione tra controllori e controllati. Ma questo aspetto, probabilmente, chi ha votato NO non lo ha valutato.
Adesso crogiolatevi nel gustare un presunto smacco fatto alla Meloni, convinti di aver salvato la Costituzione, senza però rendervi conto di aver ridotto le vostre difese di cittadini al cospetto di un processo non allineato con tutte le democrazie europee!
Chi vince sono soltanto i magistrati correntizi!
Quei cori da stadio, sbeffeggiando i colleghi non allineati, davvero non vi dice nulla?
Vi sembra il comportamento di chi in maniera istituzionale ritiene di aver salvaguardato la costituzione, o piuttosto vi sembra la reazione personalistica di chi è riuscito a tutelare i propri interessi?
Avete consolidato l’autoreferenzialita’ e la sostanziale immunità dell’unico potere a non dover dar conto a nessuno se non a se stesso.
L’avvocatura penale, a mio avviso, esce invece a testa altissima da questa campagna referedaria, che ha sostenuto (e non per simpatia politica con questo governo!), perché confrontandosi ogni giorno con le storture del nostro sistema giudiziario, si è ulteriormente fortificata nel suo ruolo a difesa dei cittadini! A differenza dei magistrati che tutelavano loro interessi corporativi – e quindi loro privilegi – noi avvocati ci battevamo per un processo giusto ed aderente ai dettami costituzionali nell’interesse di tutti.
Avv. Fabio Russo penalista
Leggi anche: Referendum, Costa (M5S): “Con il NO tutelate la giustizia e la Costituzione”
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...