
L’università Bocconi di Milano ha introdotto non troppo tempo fa i bagni genderless (senza genere). Per venire incontro alle esigenze di tutti gli studenti che non si identificano in nessuno dei sessi binari. Non sono mancate polemiche e sfottò. Tuttavia, l’università ha preso posizione sospendendo gli autori di commenti transfobici sollevando ulteriori polemiche.
I bagni genderless sono un discorso relativamente nuovo nel nostro paese, da anni si discutono i pro e i contro. Le principali preoccupazioni sono basate sull’aumento degli abusi sessuali. Essendo che i bagni non sono divisi ciò faciliterebbe il perpetrare di stupri, in più, il sentimento di vergogna di usare un bagno aperto a tutti. Tuttavia negli stati in cui i bagni gender neutral sono più comuni si è notato che aumenta la sicurezza di persone trans e non binarie. Dato che le persone trans sono più intimidite dall’usare il bagno giusto. Nel caso delle persone che non si identificano in nessuno dei sessi binari era ancora più difficile. Infatti c’era proprio la difficoltà nello scegliere quale bagno usare dato l’assenza di un bagno che li rappresenti, si è inoltre osservato che i bagni senza genere aiutano i genitori ad accompagnare i bambini del sesso opposto.
Tuttavia nonostante siano estremamente discussi la Campania è estremamente avanti. Infatti giá nel 2017 l’Ospedaletto D’Alpinolo, piccolo centro in provincia di Avellino, ci sono tre bagni pubblici nella Piazza del Mercato: uno per gli uomini, uno per le donne e uno “no gender”. Ne dà notizia il comune irpino in occasione dell’inaugurazione della nuova piazza ristrutturata. Ma questo non è un caso isolato, numerosi locali della Campania hanno aggiunto un terzo bagno. Nonostante lo stereotipo che il nostro sia un paese retrogrado le nuove generazioni, istituzioni, amministrazioni locali e scuole hanno fatto fronte comune per la lotta alle discriminazioni e alle convenzioni di genere.
L’anno scorso l’università ha inaugurato i bagni “senza genere”. Un passo avanti nel discorso dell’inclusione di persone trans e non binari. Tuttavia alcuni studenti hanno commentato scrivendo online commenti offensivi. Ciò non è passato inosservato: infatti i commenti sono segnalati dal presidente dell’associazione Lgbt “Best Bocconi“. Sospendendo gli studenti colpevoli per 6 mesi dal ateneo. Un provvedimento legato al fatto che non hanno rispettato il codice d’onore firmato al momento dell’iscrizione.
L’università è accusata di “censura” affermando che la presa di posizione sia eccessiva e diseducativa, semplificando la faccenda riducendo il tutto a della semplice ironia. L’ateneo risponde alle accuse affermando che quei messaggi violano il diritto al rispetto nei confronti di tutti gli appartenenti alla comunità accademica e sono inoltre lesivi dell’immagine e della reputazione della Bocconi.
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