
Siamo al fianco dei tanti cronisti che raccontano con coraggio questi territori che hanno ancora tanta strada da fare. Fiduciosi del loro lavoro, del lavoro delle Istituzioni e dei tanti cittadini che sposano i valori della legalità. Dobbiamo avere il coraggio di dire unitamente “No” a queste affermazioni di potere estremamente gravi.
Siamo inoltre propensi, come associazione “Officina Volturno” e giornale “Informare, alla preparazione di una lettera aperta da inviare al presidente della Repubblica e al Ministro degli Interni, con le firme dei giornalisti e delle associazioni che condividono la nostra idea.
“Ad Afragola sono stato più volte per raccontare, solo il mio lavoro. Quel territorio è infestato da un clan, si chiama clan Moccia. Il padrino è in carcere dopo anni di bella vita, si chiama Luigi. Aveva la villa a Roma ai Parioli. E’ al 41 bis, il carcere duro. Fuori ci sono i portatori di voti e pezzi di politica conniventi, l’imprenditoria, i vecchi collusi che occupano case confiscate e oggi i cittadini si sono svegliati con questo manifesto. E’ firmato da Antonio. E in quella famiglia Antonio è il fratello di Luigi Moccia, figlio di Anna Mazza, vedova nera della camorra. Antonio è indicato dai pentiti come il capo libero del clan “Non si muove foglia che Antonio MOCCIA non voglia” raccontano. Succede nel 2020, sembra una storia degli anni ottanta come quella storia romana che ho raccontato questa mattina sul Fatto. Afragola è a pochi chilometri da Nola, il paese dove sono nato. Non c’è una sola interrogazione parlamentare per chiedere una commissione di accesso, il sindaco è dimissionario da qualche settimana, ma ci sono troppi episodi che ne consigliano l’invio. Niente di niente. Quel manifesto racconta il controllo del territorio, l’autorità espressa, l’invito a denunciare da una famiglia criminale. Le comiche finali. Ci manca che si candidi a sindaco poi possiamo anche ammainare ogni bandiera. Ora gli inquirenti stanno capendo matrice, firma e ragioni di quel manifesto. E’ proprio lui? Si torna alla storiella del ‘clan che non esiste’? Avvisate arancioni, bianchi, rossi, verdi, sarde e alici …chissà quando lo stato deciderà di infiltrarsi.”
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