
Sono passati dieci anni dall’introduzione della legge sugli ecoreati, avvenuta nel maggio 2015. Ad oggi, sono quasi 7mila i reati accertati, secondo i recenti dati presentati da Legambiente e Libera.
Grazie ai dati delle forze dell’ordine e delle capitanerie di porto, il bilancio fornisce un quadro sull’applicazione della norma in Italia. Da giugno 2015 a dicembre 2024 sono stati accertati 6.979 ecoreati in Italia, una media di un illecito ogni tre verifiche effettuate. Il reato più accertato è quello di inquinamento ambientale, che prima della legge non esisteva in Italia. Lo seguono il traffico illecito di rifiuti e il reato di disastro ambientale. La legge sugli ecoreati ha avuto infatti il merito di prevedere sanzioni adeguate per quei crimini che fino ad allora rimanevano sostanzialmente impuniti.
Il 40,5% dei reati accertati grazie all’applicazione della legge “si concentra nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa”: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. La Campania è prima in Italia con 1440 ecoreati, seguita da Sardegna (726), Puglia (540), Lombardia (498) e Sicilia (482). Quest’ultima, è invece prima per valore economico dei sequestri, pari a 432,1 milioni di euro, che ammonta a un totale di 1,155 miliardi di euro.
Il primo “Rapporto Ecomafia” di Libera e Legambiente risale al 1994, ma solo dopo 21 anni di attesa si è arrivati all’approvazione della legge 68/2015 sugli ecoreati. Grazie all’approvazione della legge è stato sancito il principio “chi inquina paga”. La legge è «una riforma di civiltà per il popolo inquinato», come sottolinea Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera.
Infatti, grazie alla norma si è arrivati a importanti risultati. In primis, la sentenza definitiva in Cassazione dell’ “ideatore delle ecomafie”. Cipriano Chianese, condannato a 18 anni per la gestione criminale della discarica Resit a Giugliano, che operava per il clan dei Casalesi. Sotto la guida del clan mafioso, Chianese è noto alla cronaca come uno dei responsabili dell’emergenza ambientale nella Terra dei Fuochi in Campania.
Per rendere la lotta agli ecoreati più efficace, l’Italia dovrà recepire entro maggio 2026 la nuova direttiva europea del 2024. La direttiva concerne la tutela penale dell’ambiente e prevede pene più severe, introducendo inoltre nuove fattispecie di reati in materia di ambiente.
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