
Il diritto allo studio appartiene a tutti ed è necessario lottare affinché ovunque nel mondo sia garantito: che tu sia uno studente con scarse possibilità economiche, uno studente lavoratore o uno studente fuorisede non importa, ciascuno dovrà essere in grado di poter accedere a qualsiasi università decida di frequentare, ovunque si trovi. In particolar modo ai giovani studenti che abitano in realtà distanti dai grandi atenei italiani bisogna assicurare alloggi comodi e funzionali allo studio. Adisu Rc (Azienda per il diritto allo studio universitario – Regione Campania) in questo senso s’impegna sul territorio campano ad offrire vari servizi agli studenti universitari: la possibilità di accedere a borse di studio, tramite il merito e le fasce ISEE, la possibilità di avere un alloggio e la possibilità di ricevere delle tessere pasti.
Il 25 settembre è scaduto il bando per le borse di studio 23/24 nel quale era possibile per gli studenti aventi un contratto di un alloggio regolare, cioè registrato presso l’Agenzia delle Entrate, e della durata minima di 10 mesi ricevere la nomina di “fuorisede” e il diritto ad un alloggio. Dunque, era necessario in primis avere un contratto e in secundis che fosse di 10 mesi e in caso contrario venivano riconosciuti come studenti “fuori sede con riserva”, ovvero pendolari e una borsa di studio meno consistente.
Il primo problema, tutto campano, è proprio che, nel raro caso in cui gli affittuari non trasformino le proprietà in B&B, gli studenti non riescono a richiedere un contratto regolare della durata di 10 mesi. Il Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnazioni) due volte alla settimana cerca in questo senso di offrire alla platea studentesca un servizio in grado di aiutarli con la richiesta di contratti e la lettura di essi. È frequente, infatti, che all’interno di questi contratti ci possano essere inesattezze ed escamotage per lucrare ed approfittarsi del ragazzo come una falsa lista di beni.
Lo scorso anno risulta che gli idonei non beneficiari di alloggio ammontano a 3.333. Un numero elevato ma ridotto se si pensa agli iscritti ad università campane ma fuori regioni, 7500, o al fabbisogno abitativo riguardante la Federico II, 29.000 e l’intera Campania, 46.000. L’Adisu Rc, dunque, mette adisposizione per la Federico II 300 alloggi e per l’Orientale e la Parthenope circa 200 a fronte di un fabbisogno studentesco di 46.000 posti letto.
Di fronte questa problematica i vari sindacati studenteschi protestano nelle piazze napoletane e nazionali cercando un intervento tempestivo da parte del governo. “Link universitari” a Napoli, ad esempio, il 27 settembre ha rivendicato il diritto all’abitare ritenendolo fondamentale per il diritto allo studio. Chiedono a gran voce lo stop agli affitti brevi e al fenomeno dell’air B&B. L’Unione degli Universitari di Napoli, invece, il 26 settembre ha montato varie tende davanti la sede centrale della Federico II a corso Umberto I seguendo la scia di tante altre città in una protesta durata quattro giorni.
Proteste senza risultati secondo il sindacato studentesco UDU per questo reiterate dal 17 ottobre con l’istallazione di varie tende da campeggio davanti Montecitorio e la richiesta di un incontro con la ministra dell’università Bernini e il ministro dell’istruzione e del merito Valditara. La mattina del 16 ottobre, dopo una notte passata in tenda, gli studenti hanno ottenuto un incontro con i ministri il 30 ottobre. «Una vittoria a metà – dichiarano i coordinatori del sindacato – non è accettabile che l’attuale governo nella nuova legge di bilancio non inserisca finanziamenti per scuole e università, noi chiediamo una riforma seria e strutturale delle scuole e delle università che possa garantire un vero diritto allo studio». Ormai le istituzioni che dovrebbero formare lo studente sono in piena crisi e non rappresentano più un punto di riferimento per i giovani, il diritto allo studio e il diritto all’abitare non sono garantiti e i numeri anno dopo anno non fanno che crescere e spaventare. L’università è diventata un lusso e solo chi vive nelle grandi città può frequentarla.
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