
La mostra “Da Pozzuoli a Roma sulla via degli apostoli pellegrini di speranza. I Giubilei nei Campi Flegrei”, intende recuperare la memoria storica del collegamento tra Pozzuoli e Roma, legata alle figure degli Apostoli Pietro e Paolo. Infatti, secondo gli Atti degli Apostoli, san Paolo giunse al porto di Puteoli nella primavera del 61 d.C., per poi dirigersi a Roma. Una tradizione antica ricorda anche il passaggio di Pietro che, attraversando la Campania per andare a Roma, consacrò il primo vescovo di Pozzuoli, San Celso. La storia dei legami ininterrotti nel tempo tra Pozzuoli e Roma offre la possibilità di descrivere questo itinerario come una via di grazia e di speranza percorribile ancora oggi.
Informare ha incontrato Fabio Cutolo, responsabile dell’Archivio Storico diocesano di Pozzuoli, tra i curatori della mostra. «L’idea della mostra, ospitata nelle sale del Museo diocesano al rione Terra di Pozzuoli, nasce principalmente dall’evento del Giubileo che sta vivendo la Chiesa Universale, ma anche su invito dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana». La mostra, infatti, ha visto coinvolti tre istituti culturali della Diocesi di Pozzuoli: il Museo, l’Archivio Storico e la Biblioteca che hanno collaborato per incarnare il Giubileo nel nostro territorio. Durante il percorso, supportati anche da pannelli illustrativi, i visitatori potranno osservare da vicino volumi del 1700, tele e statue del XVII e XIX secolo, nonché diversi documenti del XVIII e XIX secolo».
Quali sono le opere più particolari in esposizione?
«Proprio i documenti dell’Archivio Storico diocesano di Pozzuoli sono una piacevole e inaspettata scoperta. Infatti, i documenti raccontano non solo le indizioni dei Giubilei ordinari, ma anche i Giubilei straordinari vissuti nel Regno di Napoli in occasioni particolari. Uno dei documenti esposti è l’editto affisso sulla porta della Cattedrale di Pozzuoli nel 1728 emanato in occasione di un Giubileo straordinario per il Regno di Napoli dopo l’alluvione del 7 ottobre 1727; un altro documento, invece, è l’editto di un altro Giubileo straordinario del 1733 indetto per alleviare le sofferenze della popolazione del Regno di Napoli dopo il terremoto del 29 novembre 1732 in Irpinia che causò, secondo le fonti, migliaia di morti».
I pellegrini potranno anche vivere l’indulgenza giubilare all’interno della Cattedrale di Pozzuoli?
«L’evento giubilare è innanzitutto un evento di fede per il popolo di ogni Chiesa locale, come le nostre di Pozzuoli e Ischia. I fedeli che visiteranno alcune chiese individuate dal vescovo Carlo potranno ottenere l’indulgenza plenaria, una “solidarietà soprannaturale” – così la definisce Paolo VI nella costituzione apostolica “Indulgentiarum doctrina” del 1967 – grazie alla quale “i fedeli si prestano vicendevolmente l’aiuto per conseguire il loro fine soprannaturale”. Tra le chiese giubilari: la cripta-Santuario San Giustino Russolillo a Pianura, il santuario Maria Regina della Pace a Quarto, la Chiesa Concattedrale San Paolo apostolo in Monterusciello, le Cappelle dell’Istituto penale per i minorenni di Nisida, del Presidio Ospedaliero Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, del Presidio Ospedaliero San Paolo di Fuorigrotta. Infine, la Basilica Cattedrale San Procolo martire in Pozzuoli, spettacolare opera architettonica che vede una chiesa barocca incastonata in un tempio romano, un connubio tra storia e fede».
Il Progetto Puteoli Sacra, nato in collaborazione con la Diocesi di Pozzuoli, affianca giovani guide del territorio a giovani segnalati per misure alternative alla detenzione esterne alla comunità; un modello di giustizia riparativa che coniuga un metodo pedagogico a un modello gestionale per valorizzare il notevole patrimonio artistico del rione Terra; tra questi ricordiamo le tele della pittrice Artemisia Gentileschi.
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