
Sabato 25 gennaio la prima de “I Parenti Terribili” al Teatro Bellini di Napoli. L’opera teatrale di Jean Cocteau è considerata uno dei più grandi successi dell’autore francese. Con la regia di Filippo Dini, “I Parenti Terribili” è stata accolta dal pubblico del Teatro Bellini con calore.
“I Parenti Terribili” è considerata l’opera teatrale più perfetta di Jean Cocteau. La commedia, scritta nel 1938, è un ritratto spietato di una famiglia che nasconde oscuri segreti e egoismi. “I Parenti Terribili” è considerato una rottura di Cocteau con il suo stile surrealista, per approcciarsi al teatro tradizionale e raggiungere le grandi platee parigine. Il testo, diretto e interpretato da Filippo Dini, si addice perfettamente allo stile dell’attore. Proseguendo la sua indagine sulle complicate relazioni familiari, Dini offre una performance significativa nel ruolo di Georges.
Sabato “I Parenti Terribili” ha debuttato al Teatro Bellini di Napoli con Milvia Marigliano, Mariangela Granelli, Filippo Dini, Giulia Briata e Cosimo Grilli. La trama riguarda una famiglia che vive reclusa dalla società, nascondendo segreti mostruosi. Georges e Yvonne ormai non si amano più, perché la donna dedica morbosamente tutte le attenzioni al figlio Michel. Con loro abita anche Léonie, sorella di Yvonne, segretamente innamorata da Georges. Il rapporto estremamente intimo e ambiguo tra madre e figlio viene messo in crisi dalla relazione che Michel ha con una ragazza della sua età. Anche il padre è sconvolto: egli scopre infatti che Madeleine, la ragazza con cui ha avuto una relazione extraconiugale, è la fidanzata di suo figlio. Léonie cercherà di mettere a posto le cose, segretamente motivata dall’amore che prova per Georges.
Il testo di Jean Cocteau è un tentativo di comprendere il sacrificio femminile all’interno delle complicate dinamiche familiari. Yvonne rappresenta la madre oppressiva per eccellenza, che sacrifica il rapporto con il marito per amore del figlio. Anche Léonie ha sacrificato sé stessa per non perdere Georges, di cui è sempre stata innamorata, finendo per odiare Yvonne. In ultimo Madeleine, alla quale viene chiesto di tradire se stessa per amore di Michel. Gli uomini, in questa commedia, sono mossi da un egoismo più o meno sottile, che fa presto a tramutarsi in violenza. Il sacrificio femminile sembra così il pilastro portante dell’istituzione della famiglia, che pesa sulle spalle di queste donne come una condanna a morte.
I legami familiari diventano così una trappola per chi li vive. “Non scavare troppo nel cuore”, avverte Léonie quando viene accusata di agire per vendetta, “ci troverai di tutto”.
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