
In un settore come quello della tecnologia informatica, in cui la velocità dell’innovazione rischia spesso di oscurare il valore umano, la software house IBS rappresenta un’eccezione virtuosa. Una realtà che segue una traiettoria precisa, fatta di tecnologia avanzata, di mercati complessi, e soprattutto di persone. Fondata su grandi competenze informatiche e su una visione manageriale costruita nel tempo, IBS si è trasformata da piccola realtà “outsider” a interlocutore credibile sulla scena nazionale e internazionale, partecipando a vari progetti ma mantenendo sempre intatta la propria identità.

A raccontare questa visione è Raffaele Bencivenga, il Responsabile delle Vendite e dello Sviluppo Aziendale. Una figura chiave con oltre venticinque anni di esperienza nel settore, per la quale «la crescita è sempre professionale», ha spiegato ai microfoni di Informare. L’esperienza da capo Scout ha rinvigorito la base di valori attraverso i quali ha plasmato la sua carriera imprenditoriale: sguardo volto al prossimo, senso di servizio e sacrificio, ma soprattutto determinazione. «Il nostro lavoro è questo, dopotutto: responsabilità, confronto continuo e capacità di adattarsi ai cambiamenti», ha proseguito Bencivenga. Un’impostazione che ha permesso all’azienda di affermarsi in mercati da sempre dominati da grandi player del settore. Un traguardo importante tagliato soltanto dopo l’adesione dell’azienda nell’ambito di progetti strategici per Telecom e TIM, operando principalmente su reti mobili e su sistemi complessi di billing e fatturazione. «Eravamo presenti anche quando le gare venivano vinte dalle multinazionali. Noi restavamo sempre lì». Tuttavia, la vera soddisfazione non è mai stata solo economica: «Vedere un’azienda nata con poche persone arrivare a competere in mercati dove operavano solo tre o quattro grandi aziende è stato straordinario. Le altre aziende ci invidiavano», ha concluso Bencivenga, osservando i notevoli passi da gigante portati avanti dall’impresa.

Ma non è tutto. Accanto alla visione strategica di Bencivenga, IBS ha trovato una guida solida nella gestione quotidiana con la General Manager Marcella Mitrotti. Il suo percorso professionale è stato profondamente legato all’azienda: entrata inizialmente nell’area amministrativa, è diventata nel tempo un riferimento fondamentale per l’intera organizzazione. Infatti, con la nuova amministrazione, la Mitrotti ha offerto un importante contributo verso un ricambio generazionale e culturale all’interno dell’azienda. Il cuore del suo lavoro è stato sin da subito la gestione delle risorse umane: «Siamo una società di informatica: senza persone, l’azienda non può andare avanti». In un mercato saturo, dove la domanda di sviluppatori supera spesso l’offerta, IBS ha affrontato sfide particolarmente complesse. La risposta a delle simili emergenze è stata l’innovazione organizzativa: dalla settimana corta, si è arrivati a un investimento sull’integrazione dei dipendenti nel progetto aziendale.
Tra i prodotti di punta dell’azienda spicca Safe Street, un progetto pensato per innovare il processo di redazione di preavvisi, verbali di accertamento e di controllo. Basato sull’intelligenza artificiale, il sistema integra lettori targhe ANPR fissi o su veicoli, interrogando diverse banche dati in tempo reale e riducendo il rischio di errori. A tal proposito, Mitrotti ha però fatto luce su una questione cruciale: «L’IA non sostituisce la mano umana, ma la supporta». Un approccio che affianca il lavoro dell’uomo, ponendolo sempre al centro. Una prospettiva coerente con la filosofia di lavoro che vige nell’azienda: promuovere una tecnologia avanzata, ma sempre governata dalle persone.
Si tratta di un tema centrale anche nelle riflessioni di Bencivenga, che lavora su queste tecnologie da oltre vent’anni. Già tra il 2005 e il 2006, con il supporto dell’Università di Salerno, IBS studiava lo sviluppo di sistemi antifrode basati su reti neurali, in cui la macchina apprendeva dalle decisioni umane, senza mai eliminarle del tutto. «L’uomo deve restare al centro. Se annulliamo il pensiero critico, l’umanità rischia di annullarsi» ha dichiarato Bencivenga. Una posizione netta, che si estende anche al mondo dell’informazione e della formazione: l’IA è uno strumento potente, ma bisogna servirsene con consapevolezza e responsabilità.
Guardando al futuro, «la tecnologia non promette traguardi fissi, a causa della sua continua evoluzione» puntualizza Bencivenga. La vera ambizione, dunque, è lasciare un segno: costruire un’azienda capace di resistere nel tempo, di adattarsi ai cambiamenti e di guardare alle nuove generazioni. «Tra dieci anni la mia soddisfazione più grande sarà poter fare un passo indietro e lasciare spazio ai giovani». IBS non è, dunque, una semplice software house. È un laboratorio di idee, un luogo in cui la tecnologia diventa strumento di crescita collettiva e in cui l’innovazione non cancella l’uomo, ma lo valorizza sempre. In un mondo orientato sulla velocità, IBS sceglie di andare lontano: costruisce visioni prima ancora che prodotti. Perché l’innovazione, per IBS, non è correre più degli altri, ma sapere dove si sta andando e perché.
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