
Nelle scuole di Castel Volturno le emergenze, soprattutto quelle di natura economica, prendono il sopravvento dando agli insegnanti delle vere e proprie missioni da portare a termine. In questo quadro così complesso, abbiamo cercato di comprendere le realtà scolastiche del territorio con gli occhi di chi quotidianamente si impegna in prima linea come nel caso della Dott.ssa Rita Vessella Dirigente Scolastica dell’istituto “IC Castel Volturno”.
Quali sono le problematiche che vivono gli alunni di questo Istituto?
«In questo contesto io ho capito realmente cosa significasse imbattersi con la “fame”, sono tanti gli studenti che hanno problemi economici fino al punto di non alimentarsi correttamente. Inoltre, avendo un’utenza così variegata ci sono difficoltà gravi nel comunicare, considerando che la maggior parte degli miei alunni è di origine africana. Inoltre manca completamente il trasporto pubblico e questo rappresenta una piaga cruciale».
Lei ci ha parlato dei tanti problemi vissuti dagli alunni, che talvolta hanno difficoltà ad alimentarsi correttamente, davanti ad un caso del genere che azioni mette in campo una Dirigente Scolastica?
«In un contesto ordinario, qualora gli insegnanti riscontrassero dei problemi hanno come interlocutori le famiglie. Questo per noi troppo spesso non avviene. Sono tanti i casi in cui le famiglie risultano completamente assenti ed in questo caso siamo noi come scuola che cerchiamo di sopperire ai problemi: dall’esempio banale rappresentato dal fatto che tanti alunni non possiedono la merenda, al fatto che la maggior parte degli alunni non ha materiale didattico. In entrambi i casi ci siamo attivati noi come scuola, l’abbiamo fatto installando una scatola contenente le merende da distribuire a chi non la possiede, così come l’acqua, che noi garantiamo a tutti gli alunni. Inoltre, per il materiale didattico sono gli insegnanti che si fanno carico dell’acquisto degli strumenti, senza di questi sarebbe impossibile garantire un corretto diritto allo studio».
Durante la nostra intervista nell’istituto “IC Castel Volturno”, ci siamo imbattuti nella storia della Dott.ssa Angelina Landa, Vicepreside della scuola e della piccola Nancy, una bambina di origine nigeriana affetta dalla sindrome di down. Tra le due è nato un rapporto molto speciale.
Fare la docente a Castel Volturno equivale a farlo in una qualsiasi altra città d’Italia?
«Nella mia vita professionale ho insegnato a Bologna e poi a Napoli, ma una volta giunta a Castel Volturno mi sono accorta di essere in una realtà completamente differente. Qui i temi legati all’alunno preso solo dal punto di vista scolastico passano quasi in secondo piano, perché sopraggiungono temi completamente differenti. Entrano in gioco questioni come la famiglia, la mancanza di essa o una scarsa guida».
Prima entrando nella scuola abbiamo notato che una bambina l’ha abbracciata come se fosse sua figlia, ci racconta questa storia?
«Quando insegnavo alla scuola materna mi sono imbattuta in questa bambina di origine nigeriana che non parlava e si isolava. Notavo però che ogni qualvolta io entrassi in aula lei correva ad abbracciarmi. Confrontandomi con la sua famiglia, che nonostante le difficoltà si è sempre dimostrata disponibile, abbiamo cercato di capire che problema avesse la bambina. Dopo un esame genetico e altri dello spettro autistico, abbiamo compreso che fosse affetta dalla sindrome di down. Dalla scoperta della sindrome ho iniziato a seguire Nancy e la sua famiglia, affinché riuscisse ad ottenere la cittadinanza Italiana, da lì in poi ho seguito costantemente la situazione aldilà della figura d’insegnante. A casa mia c’è un letto per lei, festeggiamo le festività ed i compleanni insieme, dorme accanto ai miei figli, è diventata parte della mia famiglia».
In che modo questa bambina le ha cambiato la vita?
«Nancy mi ha completato, mi ha fatto scoprire il significato dell’amore puro, quello che non chiede nulla in cambio. Lei mi ama perché io ci sono, sono presente e cerco di darle il meglio di me stessa, questa è l’espressione più significativa dell’amore».
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